mercoledì 23 settembre 2015

Tra "Pan" ed "Il Piccolo Principe", ecco il programma di Alice nella Città di Roma 2015!

 
La sezione autonoma e parallela della Festa di Roma, Alice nella Città, prevede per quest'anno un ricco programma!
Sono stati, infatti, svelati oggi i titoli che fanno parte di questa categoria dedicata principalmente a ragazzi e famiglie che durerà dal 16 al 24 ottobre.
Quest'edizione presenterà 13 opere nel Concorso Young Adult, 3 film Fuori Concorso e 4 eventi speciali; tutti quanti si svolgeranno all'Auditorium Parco della Musica.
Quest'anno Alice nella Città riserva una sorpresa; essa si espanderà con la sezione Alice/Panorama, creando uno spazio dedicato al quartiere Pigneto che proietterà 10 film di questa sezione oltre che repliche della "sezione madre", presso il Nuovo Cinema Aquila.
Ma la sorpresa è dentro la sorpresa perché le proiezioni di Alice/Panorama saranno accolte anche dal Cinema Avorio, sala storica di Roma che era stata chiusa nel 2009.

 
Young Adult (con giuria composta da 22 ragazzi e ragazze dai 15 ai 18 anni, provenienti da tutta Italia):
 
- A Childood di Philippe Claudel (Francia)
- Departure di Andrew Steggall (Gran Bretagna)
- Four Kings di Theresa von Eitz (Germania)
- Grandma di Paul Weitz (Usa)
- Il Bambino di Vetro di Federico Cruciani (Italia)
- Jack of the Red Heartsby di Janet Grillo (Usa)
- Microbe & Gasoline di Michel Gondry (Francia)
- Mustang di Deniza Gamze Ergiiven (Turchia), presentato all'ultimo Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs e candidato dalla Francia come Miglior Film Straniero agli Oscar
- Returning Home di Henrik Martin Dahlsbakken (Norvegia)
- Scout di Laurie Weitz (Usa)
- The Big Day di Pascal Plisson (Francia)
- The New Classmate  di Ash-Winy Iyer Tiwari (India)
 - Il 13° film verrà annunciato nei prossimi giorni
 
 
Alice/Panorama:
 
- The Wolfpack di Crystal Moselle, Gran Premio della Giuria all'ultimo Sundance Film Festival
- Street Opera di Haider Rashid, con Clementino, Gué Pequeno, Danno, Tormento ed Elio Germano
- Raging Rose di Julia Kowalski
- Monitor di Alessio Lauria, con Michele Albaique, Valeria Bilello, Riccardo De Filippis, Claudio Gioé
- Long Way North di Rémi Chavé
- Sleeping Giant di Andrew Cividino, presentato alla Semaine de la Critique a Cannes e a Toronto
- Closet Monster di Stephen Dunn
- The Boy and the Beast di Mamoru Hosoda
- Alias Maria di Josè Iuis Regules
- The New Kid di Rudi Rosenberg
 
 
Fuori Concorso:
 
- Belle e Sebastien - L'avventura continua di Christian Duguay
- Il Piccolo Principe di Mark Osborne, già presentato a Cannes, che nella versione italiana avrà le voci di Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Alessandro Siani e Pif.
- Iqbal: I bambini senza paura di Michel Fuzellier e Babak Pavani, nato da una co-produzione italo-francese.
 
 
Tra gli Eventi Speciali, verrà presentato in anteprima italiana, il 18 ottobre, Pan - Viaggio sull'isola che non c'è diretto da Jon Wright, mentre il 21 ottobre verrà presentato Game Therapy di Ryan Travis.
Il 20 ottobre verrà presentato il cortometraggio The Zero Hunger Challenge di Costanza Quatriglio, dedicato a Sfida Fame Zero, tema delle Nazioni Unite per Expo Milano 2015.
E per chiudere Alice nella Città come non proiettare la versione restaurata digitale 2k di Alice nelle Città di Wim Wenders?
 
Ultima informazione, ma non meno importante: la sigla di Alice nella Città sarà diretta da Fabio Mollo, che debuttò proprio in questa sezione due anni fa con Il sud è niente.
Da quest'anno, inoltre, le opere prime che verranno presentate in questa sezione si contenderanno il premio Camera d'Oro Taodue, assegnato sa una giuria di parteciperà anche l'attore Michele Riondino.

martedì 22 settembre 2015

I nove film italiani in corsa per gli Oscar!


Siamo solo al 22 settembre, la stagione cinematografica è appena ripartita e parliamo già di Oscar.
Sì, perché proprio ieri è stata annunciata la lista dei nove film che saranno in competizione tra di loro, per rappresentare al meglio in nostro paese ai prossimi Academy Award.
I nove film sono:

- Il Giovane Favoloso, di Mario Martone (Festival di Venezia 2014)
- L'Attesa, di Piero Messina (Festival di Venezia 2015)
- Latin Lover, di Cristina Comencini
- Mia Madre, di Nanni Moretti (Festival di Cannes 2015)
- Nessuno si salva da solo, di Sergio Castellitto
- Non Essere Cattivo, di Claudio Caligari (Festival di Venezia 2015)
- Per Amor Vostro, di Giuseppe M. Gaudino (Festival di Venezia 2015)
- Sangue del mio Sangue, di Marco Bellocchio (Festival di Venezia 2015)
- Vergine Giurata, di Laura Bispuri (Festival di Berlino 2015)

Sono questi i nove titoli italiani che si sono iscritti per concorrere alla candidatura del rappresentante italiano ai prossimi Oscar (tra le pellicole distribuite sul territorio nazionale tra il 1° ottobre 2014 ed il 30 settembre 2015).
Sono fuori dalla lista La Giovinezza di Paolo Sorrentino, Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, A Bigger Splash di Luca Guadagnino, poiché sono film interamente girati in lingua inglese.
La commissione che sceglierà il film, nostro rappresentante, sarà composta da

- Nicola Borrelli, direttore generale cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
- il compositore Nicola Piovani;
- il regista Daniele Luchetti;
- le produttrici Tilde Corsi e Olivia Musini;
- il distributore Andrea Occhipinti;
- Stefano Rulli, presidente Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia;
- i giornalisti Natalia Aspesi e Gianni Canova.

Lunedì 28 settembre sarà il giorno della verità, grazia ad una riunione che si terrà presso la sede dell'Anica, che agisce in rappresentanza dell'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.
Le nomination per i prossimi Oscar verranno annunciate il 14 gennaio 2016, mentre la cerimonia si terrà in quel di Los Angeles il 28 febbraio 2016.

domenica 20 settembre 2015

Non essere cattivo - L'ultimo monito di Claudio Caligari

 
Non essere cattivo è l’ultima opera di Claudio Caligari, scomparso prematuramente pochi mesi fa, e finito postumo. La storia è una di quelle più usate cinematograficamente, ovvero l’assunzione e abuso di droga.
Tuttavia, in questo film, il contesto è dotato di nuova linfa vitale. Perché come il regista ha già dimostrato nella sue pellicole precedenti, come documentari e il lungometraggio Amore Tossico (1983), il mondo della droga non coinvolge solo chi la assume, ma anche chi prova a non farne parte.
Non essere cattivo abbandona i luoghi comuni e toglie i filtri; le persone che fanno parte di questo mondo, sono per la maggior parte disperate a causa di vicende prevalentemente economiche e se non si trova un lavoro onesto, si accontentano di far parte di questi circolo vizioso. Chi sceglie questa strada, facendo male prevalentemente a sé stesso, cerca di rendere meno gravosi i problemi agli altri componenti familiari, insieme alla mancanza di una speranza positiva per il futuro.
Peccato che poi, chi fa parte di questo mondo, venga catapultato nell’inferno dell’autodistruzione, e in assenza di un Virgilio pronto a sacrificare sé stesso ed i propri interessi, l’inevitabile fine è l’implosione.
 
Vittorio e Cesare, i protagonisti della pellicola, sono più che fratelli, ma essi non sono altro che due facce della stessa medaglia; solo che un risvolto rimarrà sfregiato, mentre l’altro cadrà nel vuoto, senza un biglietto di ritorno.
Uscito lo scorso 8 settembre e presentato Fuori Concorso alla 72°Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Non essere cattivo, ambientato nell’Ostia degli anni ’90, è l’ultimo lavoro del poco prolifero ma penetrante Caligari dopo ben 17 anni da L’odore della Notte (1998) e fortemente voluto da Valerio Mastrandrea.
Scritto da Caligari stesso, Francesca Serafini e Giordano Meacci, il film è molto giovane a livello di cast con l’ottima prova di Luca Marinelli (già visto ne La solitudine dei numeri primi e in Tutti i santi giorni), Alessandro Borghi, Silvia D’Amico e Roberta Mattei.

Remember - Una caccia al passato, dimenticando se stesso ed i propri ricordi



Ricordi che vanno, ricordi che vengono.
Remember (presentato "In Concorso" alla 72° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia) parla di demenza senile, di manipolazioni, di un passato che è ostinatamente parte del presente.
Zev, interpretato da un eccellente Christopher Plummer, è un ebreo anziano che vive, ormai, in un casa di riposo, dove ha molto legato con Max (Martin Landau), anch’egli ebreo. Zev è affetto dalla demenza senile e ha recentemente perso l’amata moglie.
Max e Zev condividono i loro momenti bui di quando i nazisti sterminarono le loro famiglie nei campi di concentramento; decidono, quindi, di andare alla ricerca di chi li ha fatti soffrire in modo estremo. Il principale responsabile delle loro sofferenze vive ora in America sotto il falso nome di Rudy Kurlander.
Zev, a causa della sua malattia, si pone come capro espiatorio dei due, guidato come da un copione, da Max che diventa il demiurgo della situazione, dando a Zev tutte le informazioni necessarie a se stesso e alla missione da compiere; trovare, tra quattro omonimi, il Kurlander giusto e graziarlo.
Il film di Atom Egoyan denota come il regista non abbia dubbi sull’utilizzo della macchina da presa e di quanto ogni inquadratura sia senza fronzoli ed evocativa. Tuttavia, nel film, il nazismo viene solo trattato solo in parte: un argomento ripreso più volte che, seppur facendo parte dei fantasmi del passato che continuano a fare parte del presente e del futuro, rimane alla fine circoscritto a se stesso.

La riflessione è da effettuare su Zev che si trova ad essere una nave in mezzo ad una mare in tempesta; e quando non si ricorda di essere una nave deve accorrere un timoniere che lo faccia rigare dritto.
Egoyan prende in uso il film anche per denunciare il facile reperimento di armi da fuoco e di come un anziano apparentemente indifeso possa agire in maniera letale, se opportunatamente stimolato.
Max, il demiurgo della vicenda, è onnisciente, conosce i soggetti, le variabili, e sa come tirare le fila del suo agente in missione.
Con Max e Zev, il regista pone una riflessione sulla necessità di mantenere viva la memoria di questo periodo buio, per evitare che si ripeta e perché chi ne è stato testimone è destinato, come tutti, a morire.
Ciò nonostante, il fulcro della vicissitudine risiede nella crisi del dimenticare il se stesso del presente e quello del passato con tutti i ricordi annessi e connessi; una crisi d’identità data da una malattia senza scampo, che muove altri crisi nei periodi (brevi) di lucidità. Se poi un personaggio del genere è interpretato dal sempre ottimo Christopher Plummer (che condivide il cast con Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Dean Norris), che ritorna a suonare il pianoforte e che ricorda a grandi tratti il Laurence Olivier de I Ragazzi venuti dal Brasile (1978), che altro dire?

 
 

giovedì 17 settembre 2015

Everest - Una sfida verso la montagna e verso se stessi

 

La natura dà, la natura toglie.
Potrebbe essere questa la frase tipo da applicare ad Everest.
Questo film narra la storia vera (raccontata nel saggio Aria Sottile scritto da Jon Krakauer), di alcune spedizioni che 1996 miravano a raggiungere la vetta più alta del mondo.
L’unico ruolo da protagonista è da attribuire alla montagna, ed alla sua conquista. Il resto, le spedizioni, i campi base, i rischi, non possono che esserne solo un contorno. E quando la natura decide, da un momento all’altro, di dare delle sberle, bisogna solo pregare per un miracolo.
Tutti in viaggio verso il Nepal, dunque, un luogo che diventa condivisione di sogni, speranze e adrenalina, per uomini e donne, scalatori esperti o meno, che decidono di apporre il proprio sudore, la propria fatica e la propria bandierina di rappresentanza, sulla vetta più alta del pianeta, per motivi sia personali che sociali.
Una bella dose di egoismo, no? E cosa fa rischiare così tanto alla gente?
Ma alla fine dei conti, guardandosi dentro, ognuno possiede la propria dose di egoismo ed il desiderio di arrivare a conquistare un obiettivo, qualunque esso sia. Ed ognuno di noi è disposto a fare sacrifici per arrivare a destinazione.
Una sfida di questo genere, anche solo per il fattore rischio, si può attuare solo con il gioco e la fiducia di squadra. E la sfida da singolo diventa di gruppo; e la squadra non è composta solo da chi si preoccupa di scalare, ma anche da chi cura le previsioni meteo e soprattutto da chi sta a casa con il cuore in gola, giorno dopo giorno, le persone che, nonostante tutto, assecondano il volere dei propri cari.
 
Una foto di gruppo della spedizione che, nel 1996, partì alla volta dell'Everest.

Fatto rilevante è che la montagna è fatta di salite e discese; e una volta arrivati in cima, bisogna solo sperare che niente vada storto.
La natura fa quello che vuole, non si preoccupa del contorno; lo inneva, lo ghiaccia e, come un titano, lo travolge con tutta la sua forza.
La tenacia di chi sta cercando di sopravvivere, e il miracolo, per chi non da più segni di vita, rimangono le uniche cose in cui credere.
La sfida delle spedizioni verso la montagna, diventa anche una sfida verso il pubblico; il film del regista islandese, Baltasar Kormákur (Cani Sciolti), non fa restare incastrati nella poltroncina ed incollati allo schermo. Anzi, lo spettatore viene lasciato respirare, gli vengono date boccate di ossigeno, così come le stesse che hanno i nostri scalatori.
La pecca più grande del film è l’occasione non sfruttata dell’utilizzo del 3D; essa pare solo una funzione marginale in questo contesto cinematografico. Un vero peccato non aver adottato questa tecnica, assimilandola a riprese e scenari mozzafiato.
Così come la scalata dell’Everest necessita di una squadra, anch’essa è stata necessaria alla realizzazione del film, con elementi di tutto rispetto, anche se lasciati (un po’ troppo, nel film) a sé stanti: Jason Clarke, Josh Brolin, Jake Gyllenhaal, John Hawkes, Robin Wright, Michael Kelly, Keira Knightley, Sam Worthington ed Emily Watson.
 


Co-prodotto, diretto e montato da Kormákur, la pellicola, che ha aperto la 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in sezione “Fuori Concorso”, presenta considerevoli buchi nella sceneggiatura, durante lo svolgimento nella trama, tendendo a far diventare il tutto un po’ ridondante, specie nella prima parte, come se non si giungesse mai ad una conclusione propria e definitiva.
Un’apertura un po’ sottotono rispetto agli standard a cui Venezia si era ben abituata fino allo scorso anno; tuttavia, anche se non eccellente e non più brillante di tante altre pellicole che hanno narrato di imprese ai limiti delle possibilità umane, può comunque avere il lasciapassare per diventare significativa (per la vicenda, più che per il film vero e proprio in sé), malgrado le circostanze.

domenica 23 agosto 2015

Le pellicole più attese, da qui a fine anno

La seconda parte di questo 2015, che va da fine agosto a fine anno (l'estate in genere è sempre un po' sul morente), vede una grande presenza di uscite al cinema; film attesi, per molti motivi, che saranno presentati per la maggior parte ai festival autunnali (Venezia, Toronto, Telluride, New York, Londra).
In breve, cercherò di nominare qualche titolo dei più attesi, che uscirà (badate, parlo delle uscite nel nostro paese) nei prossimi quattro mesi.
 
 

La prima pellicola di cui parlare è Inside Out; il film di animazione, targato Pixar (presentato all'ultimo Festival di Cannes), analizza i meandri della mente, prendendo in essere le emozioni di una ragazzina di undici anni. Gioia, la prima emozione nata insieme alla piccola Riley, che cerca di garantire per lei sempre serenità e divertimento, è una delle cinque emozioni che gestisce il quartier generale (la nostra mente) insieme a Disgusto, Rabbia, Paura e Tristezza. Il film è commovente, divertente, adatto e consigliato a tutte le età (perchè le emozioni, nella nostra mente, si evolvono ad ogni cambiamento che la nostra vita subisce inevitabilmente).
Inside Out, per la regia di Pete Docter (regista di Monsters & Co. e Up e sceneggiatore dei primi due citati e di Toy Story, Toy Story 2 e WALL-E), è uscito in America lo scorso luglio, mentre nelle nostre sale uscirà il 16 settembre.
 
 
Dove eravamo rimasti, film di Jonathan Demme (presentato al Festival di Locarno) potrebbe essere l'ennesimo film-consacrazione di Meryl Streep.
In questa pellicola musicale, Ricki (Meryl Streep), ha messo da parte la famiglia per coronare il suo sogno di diventare una rockstar; ma ad un certo punto, quanto torna a fare i conti con la propria vita, si rende conto di quanto le sia necessario recuperare il rapporto con i suoi affetti, e specie con sua figlia, interpretata da Mamie Gummer, figlia della Streep nella realtà.
La Streep, che abbiamo già visto (e con grandi risultati) in versione canterina in Mamma Mia!, con questo film potrà di nuovo auto-consacrarsi.
Inutile dire che ci si aspetta la sua ventesima nomination ai prossimi Premi Oscar.
Dove eravamo rimasti, uscirà il 10 settembre.

 
 
 
Uscirà il 2 settembre al cinema Southpaw - L'ultima sfida, di Antoine Fuqua.
Il film, con protagonista Jake Gyllenhaal, narra la storia di Billy "The Great" Hope (Jake Gyllenhaal), un campione della boxe, conosciuto per la sua aggressività sul ring. La moglie Maureen (Rachel McAdams) e la figlia fanno parte della sua famiglia, ma l'equilibrio cambierà quando Maureen viene uccisa durante una rissa. Per Billy, tutto ciò, significherà l'inizio di una nuova vita, con tutte le difficoltà del caso.
Nuova prova da protagonista per Jake (che presto vedremo anche in Everest, film di apertura alla 72° Mostra del Cinema di Venezia), che dopo Nightcrawler - Lo sciacallo, ha subito un'altra trasformazione fisica; dal dimagrimento al mettere sù chili di muscoli, insomma.
E come se ce ne fosse bisogno, sicuramente anche questo sarà uno dei film di Jake da ricordare.

 
 
 
Dal Festival di Venezia con furore, arriverà nei cinema italiani, il primo di ottobre, Black Mass, nuova pellicola di Scott Cooper, con Johnny Depp , Joel Edgerton, Sienna Miller, Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson e Kevin Bacon.
Ambientata a Boston, la pellicola narra del gangster irlandese James "Whitey" Bulger (Johnny Depp) che viene persuaso dall'agente dell'FBI John Connolly (Joel Edgerton) ad eliminare la mafia italiana. La storia è quella di una strana alleanza che diede a Bulger il vantaggio di diventare uno dei gangster più spietati che Boston abbia mai conosciuto.
Altro fiasco per Depp oppure Black Mass sarà il film che ritornerà a dare una svolta in positivo alla sua carriera?

 
 
 
Sempre ad ottobre (l'otto) uscirà The Walk, di Robert Zemeckis (che aprirà il Festival di New York, il prossimo 25 settembre) . Tratto da una storia vera, questa pellicola narra di Philippe Petit (impersonato da Joseph Gordon-Levitt), un abile funambolo che riesce nell'impresa di camminare, su un filo sottile, tra le due Torri Gemelle di New York, cercando di sfidare le leggi e i divieti ma soprattutto i suoi limiti e le sue paure.



 
Arriverà, invece, il 22 ottobre, l'atteso Crimson Peak di Guillermo del Toro, con Tom Hiddleston, Jessica Chastain e Mia Wasikowska.
Attesissimo ai festival autunnali, tra cui quello di Venezia (per il quale del Toro avrebbe voluto tanto parteciparvi, probabilmente come film di apertura, e concludendo la triade dei film messicani con Gravity di Cuaron presentato due anni fa e Birdman di Iarritu, lo scorso anno) per volontà dei produttori la pellicola uscirà direttamente al cinema, bypassando i circuiti festivalieri.
Il regista de Il labirinto del Fauno, che ha anche sceneggiato la pellicola, vuole trasportare il pubblico nella cupa Inghilterra del XIX secolo, in una sinistra abitazione vittoriana.
Qui, vive l'aspirante scrittrice Edith Cushing (Mia Wasikowska), combattuta tra l'amore per due persone differenti. Successivamente ad una tragedia familiare, l'esistenza di Edith stessa si trasforma in un incubo da cui non trova uscita, nel quali i protagonisti sembrano essere il misterioso marito e la casa stessa, che la coinvolge e la travolge con i terribili ricordi.
Sperando che la visione del film ne valga l'attesa subita (e già dal trailer pare proprio di si), speriamo anche che possa dare una svolta all'impostazione recitativa della Wasikowska, che sembra sempre manchi di sale.

 
 
 
Il mese di novembre sarà costellato dalle saghe: Hunger Games e 007.
Di Hunger Games verrà presentato il capitolo finale (con uscita prevista per il 19 novembre), Il canto della Rivolta - Parte 2, dove finalmente vedremo l'attacco dei ribelli, capitanati da Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), verso Capitol City, per far si che i distretti possano, insieme, rivoltarsi contro la dittatura e trovare la vita della libertà.
Il tutto nella speranza che questa pellicola possa inserire un po' di azione e adrenalina, del tutto assenti nella Parte 1.

 
 
 
Della saga dell'agente dell'MI6, contraddistinto per classe ed eleganza come sono un vero inglese sa portare ed esternare, arriverà il 24° capitolo, Spectre.
In questa pellicola (che uscirà il 5 novembre), diretta ancora e per l'ultima volta da Sam Mendes, il nostro Bond dovrà seguire una pista, dettata da un messaggio criptico, per scoprire una misteriosa organizzazione criminale, Spectre.
Un messaggio criptico dal passato di Bond porta l'agente 007 a seguire una pista per smascherare una minacciosa organizzazione. Mentre M lotta contro le forze politiche per tenere in vita i servizi segreti, Bond tenterà di aggirare numerosi inganni e svelare la terribile verità che si cela dietro Spectre.
In questo nuovo film, dove Daniel Craig veste ancora i panni di Bond, ci sarà anche la nostra Monica Bellucci nel ruolo di Bond Girl(scelta discutibile o meno), Léa Seydoux, Christoph Waltz, David Michael Bautista, Ben Whishaw e Ralph Fiennes e che prenderà piene funzioni del ruolo di M, dopo l'era di Judi Dench.

 
 
 
In dicembre, invece, l'attesa cresce per il film che si spera possa mantenere le altezze delle due trilogie precedenti: parlo di Star Wars ovviamente.
Con Il risveglio della forza (in uscita il 16 del mese) ritorna la saga di Guerre Stellari con un trilogia dedicata al sequel; questo capitolo (di cui non è stata ancora rivelata la trama) dovrebbe essere ambientato 30 anni dopo Il ritorno dello Jedi.
Prodotta da LucasFilm e Walt Disney Company, la pellicola, diretta da J. J. Abrams, si appresta ad unire personaggi nuovi insieme a quelli della prima trilogia formando, quindi, un cast composto da Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Kenny Baker, John Boyega, Oscar Isaac, Andy Serkis, Adam Driver, Domhall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong'O, Daisy Ridley e Gwendoline Christie.
Questo settimo capitolo riuscirà a tenere testa alle due trilogie precedenti?

domenica 9 agosto 2015

"Il mercante di Venezia" ed "Otello" in pre-apertura alla Mostra del Cinema di Venezia

 
 
Nel centenario dalla nascita di Orson Welles, sembrava strano che la Mostra del Cinema di Venezia 2015 non avesse nessuna carta da giocare sul tavolo.
Grazie al cielo, la Biennale ha diramato il suo programma in onore di colui che scrisse una grande fetta di cinema, farcendola di idee, sapienza, originalità ed innovazioni.
La serata di pre-apertura di martedì 1° settembre della 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia sarà dedicata ad Orson Welles, proponendo due capolavori: Il mercante di Venezia (1969, che era stato considerato perduto) ed Otello (1951).
Entrambi i film verranno trasmessi la stessa sera dell'uno settembre in sala Darsena (Palazzo del Cinema).
 
Stando al programma diramato, la cerimonia inizierà alle 20:30 (in Sala Darsena) e prevede:

- L'esecuzione dal vivo della partitura originale de Il mercante di Venezia di Angelo Francesco Lavagnino, a cura dell'Orchestra Classica di Alessandria.
La partitura, in origine scritta per il film incompiuto, è stata trascritta dall'unica esecuzione registrata all'epoca, e mai eseguita in pubblico, sin ora.

- La proiezione, in prima mondiale ed in una copia ricostruita e restaurata a cura di Cinemazero e del Film-Museum di Monaco di Baviera, de Il mercante di Venezia.
Il film, a colori e girato in costumi settecenteschi a Venezia, Asolo, ma anche a Roma e sulla costa dalmata con fondi di Welles, racconta i momenti chiave della pièce omonima di Shakespeare.
Considerata perduto, la pellicola si tratta di progetto di Welles del 1969 e rimasto incompiuto; esso avrebbe dovuto far parte di Orson's Bag, una serie di film di viaggio per il mondo, con Welles protagonista, che erano destinati al network TV CBS.
 
- In seguito, ci sarà la proiezione della versione lunga e restaurata dal CSC - Cineteca Nazionale di Roma, di Otello.
Essa è la versione italiana del film, con i dialoghi a cura di Gian Gaspare Napolitano e supervisionati da Welles stesso; la pellicola doveva essere presentata nel settembre del 1951, ma Orson la ritirò la competizione all'ultimo momento, annunciando che la pellicola non era pronta. Successivamente, una nuova copia, di durata inferiore e in lingua inglese, fu presentata al Festival di Cannes del 1952, vincendo il Grand Prix.
 
Sempre per omaggiare il regista di film come Quarto Potere, L'Orgoglio degli Amberson, La Signora di Shanghai, e F For Fake, sarà allestita a Lido, durante la Mostra, l'esposizione Shakespeare & Sigari, 12 studi per personaggi shakespeariani dipinti da Orson Welles.
L'esposizione, a cura di Bianca Lavagnino e Sergio Toffetti, riguarderà dodici tavolette di legno, che non sono altro che il retro delle scatole con i sigari che Welles preferiva sfumacchiare, e che il regista stesso aveva dipinto ad olio durante gli anni '60, con immagini di diversi personaggi shakespeariani.
 
 
Una bella occasione, per chi sarà in laguna il primo di settembre, per recuperare due film che possiedono la quintessenza di Welles onnipresente in tutte le sue opere.
Un ottimo inizio per la Mostra del Cinema che, sulla carta, pare non essere niente male!
 
Fonte: La Biennale