giovedì 31 dicembre 2015

I film più attesi dell'anno che verrà!

Il 2016 è alle porte, così come le nuove pellicole che porterà con sé.
L'anno nuovo ci darà la possibilità di vedere ed assaporare film per tutte le età, per tutti i palati, per tutti i mesi dell'anno.
Elencarli tutti è dura, quindi è il caso di fare una cernita e di proporre qui quelli più attesi (quantomeno dalla sottoscritta e non in ordine di preferenza) con l'aggiunta di qualche Guest Movie.
Da segnale: il 2016 sarà un altro anno all'insegna del cinema americano.
 
Dunque..Pronti, Via!
 
 
Revenant - Redivivo
In uscita il 14 gennaio, non si capisce se l'attesa sia più per vedere la nuova opera di Alejandro González Iñárritu, vincitore lo scorso anno di 4 Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia per Birdman, o di vedere la performance di Leonardo DiCaprio e sperare (per la sesta volta) che magari sia l'anno buono per portare a casa l’Academy Award.
Forse però, lo si dovrebbe più aspettare per rivedere quella fotografia immensa e sbalorditiva di Emmanuel Lubezki (Il mistero di Sleepy Hollow, Burn after Reading, Gravity).
 
Hail, Caesar!

Tre anni dopo da A proposito di Davis, i fratelli Coen ritornano al cinema con Ave Cesare!
Ambientato nella Hollywood anni ’50, la commedia s’incentra su un fixer, un uomo incaricato di risolvere i problemi delle star, e soprattutto di cercare l’attore protagonista di un film, misteriosamente scomparso.
Inutile dire che il cast sia stellare: oltre agli immancabili George Clooney, Tilda Swinton e Frances McDormand, anche Scarlett Johansson, Ralph Fiennes e Channing Tatum.
Ave Cesare! (che uscirà in Italia il prossimo 10 marzo) aprirà il prossimo Festival di Berlino.
 
Zoolander No.2

Eh sì. Dopo circa 15 anni Derek e Hansel ritorneranno sugli schermi e saranno, come sempre belli, belli in modo assurdo.
Girato a Roma, anche Zoolander No. 2 (che uscirà nel nostro paese l'11 febbraio), come il primo film, vede la presenza di molti volti dello spettacolo, spesso nel ruolo di sé stessi.
Oltre il ritorno di Ben Stiller (ancora alla regia, oltre che protagonista), Owen Wilson e Will Ferrell, in questa pellicola sarà protagonista anche la talentuosa Penelope Cruz.
Vedremo se Derek e Hansel spaccheranno, ancora una volta, il mondo dell’alta moda e se saranno irresistibili come quindici anni fa. E per il momento non se ne dubita.
 
Inferno

In uscita il prossimo 13 ottobre, due anni e mezzo dopo l’uscita del libro di Dan Brown, arriverà nei cinema Inferno.
Il terzo capitolo con protagonista Robert Langdon (in realtà sarebbe il quarto, poichè tra Il Codice Da Vinci e Inferno esiste editorialmente anche Il Simbolo Perduto che non si sa per quale motivo sia stato balzato) è ambientato tra Firenze, Venezia ed Istanbul.
Utilizzando come base le terzine dantesche, Dan Brown ha saputo, nell’omonimo libro, collegarle ai problemi attuali del sovrappopolamento mondiale. Massima fiducia a Ron Howard, che ci continua a deliziare con i suoi film di avventura e intrighi (dopo il recente Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick), con i suoi movimenti da presa romanzati e alla bravura pluricomprovata di Tom Hanks, ma anche del cast di contorno (ma non troppo) del film: Omar Sy, Felicity Jones e Ben Foster.
Se poi la sceneggiatura è di David Koepp (Jurassic Park, Panic Room, Angeli e Demoni), allora siamo davvero al completo.
 
Batman V Superman: Dawn of Justice

Arriverà il 24 marzo il primo colpo grosso della Dc Comics (il secondo sarà Suicide Squad) che vede per la prima volta Batman contro Superman.
Film di Zack Snyder (dopo L’Uomo d’Acciaio), il film vede ancora l’inglese Henry Cavill nei panni di Superman e l’americano Ben Affleck per la prima volta ad interpretare Batman, mentre oltre a loro, come antagonista ci sarà Jesse Eisenberg nel ruolo di Lex Luthor.
L’attesa più che per il film in sé, risiede più per l’interpretazione di Affleck, di cui se ne sono dette di tutti i colori da un anno e mezzo a questa parte. Sarà in grado di reggere il pesante fardello lasciatogli da Christian Bale? Batman V Superman sarà una cavolata o un film di supereroi con un senso logico e visivo?
 
Alla ricerca di Dory
Tredici anni dopo, arriva il secondo capitolo marino della Pixar, Alla ricerca di Dory (tra l’altro l’unico film Pixar per ora previsto per il 2016).
Il film di animazione si svolge un anno dopo Alla ricerca di Nemo, e presenta ancora una volta Marlin, Nemo e la Gang dell’Acquario.
Di preciso preciso non si sa che succederà, ma data la memoria più che ballerina di Dory, ci si può aspettare veramente di tutto.
Nell’attesa.. zitto nuota, nuota e nuota!
 
Il Gigante Gentile

Adattamento cinematografico del classico romanzo per ragazzi di Roald Dahl, Il Gigante Gentile arriverà nei nostri cinema per settembre, per la regia di Steven Spielberg.
Prodotto e distribuito dalla Disney, Il Gigante Gentile sembra far rivivere la regia dello Spielberg fantastico e con spirito da bambino, dei tempi di E.T. (basandosi sul teaser trailer).
Un’avventura fantastica che se sarà come appare, potrebbe avere tutte le carte in mano per diventare un capolavoro per bambini, ragazzi ed adulti.



Ma mica è finita qui!
Perché nel 2016 arriveranno anche Il Caso Spotlight, Carol, Steve Jobs, The Hateful Eight, Il Figlio di Saul, Suicide Squad, Captain America: Civil War, Zootropolis, Oceania, Anomalisa, Animali Fantastici e dove Trovarli, The Danish Girl, X-Men: Apocalypse, Deadpool, Doctor Strange.


E per i film italiani?
Il 2016 pare sia un anno di transizione dopo le diverse pellicole di quest'anno (Mia Madre, La giovinezza, Il Racconto dei Racconti, Non Essere Cattivo, per citarne alcuni); tuttavia usciranno La Corrispondenza di Giuseppe Tornatore con Jeremy Irons (in uscita il 14 gennaio) e La Pazza Gioia di Paolo Virzì (in uscita il 3 marzo), due anni dopo Il Capitale Umano.

venerdì 18 dicembre 2015

Episodio VII - Il Risveglio di Star Wars, ripieno di nostalgia

 
L'Episodio VII della saga di Star Wars è finalmente arrivato per la gioia di chi è fan e per chi non lo è (che forse hanno una nuova speranza di sentirsi meno tartassati da crisi isteriche di persone e media).
Primo film della nuova trilogia targata Disney, Il Risveglio della Forza riprende in mano personaggi e genealogie lasciate alla fine della prima trilogia con l'episodio VI - Il Ritorno dello Jedi, mentre sembra volutamente dimenticata la triade di episodi a cavallo tra gli anni '90 e 2000, ovvero Episodio I - La Minaccia Fantasma (1999), Episodio II - L'Attacco dei Cloni (2002) ed Episodio III - La Vendetta dei Sith (2005).
Il Risveglio della Forza porta in campo un risveglio sui punti focali della prima trilogia, il rapporto personale e di massa tra la zona di luce e di ombra, tra uomini e donne diventati leggende (Han Solo, Chewbecca, Leila ed i droidi C-3PO e R2-D2) e le nuove leve come Ray, la protagonista dell'episodio e dell'intera trilogia (in modo speculare rispetto a Luke Skywalker negli episodi IV, V e VI) ed il droide BB8.
 
 
Modalità molto simili, molti richiami alla prima trilogia, ma anche specularità: il rapporto luce e ombre è cambiato rispetto a più di trent'anni prima, ma rimane un fatto sempre attuale, dove nessuno dei due riesce ad estirpare, del tutto, l'altro.
Episodio VII è il primo film della saga di Star Wars diretto da J.J. Abrams  (Mission: Impossible III, Star Trek, Super 8, Star Trek - Into Darkness) e si vede: le riprese sono evocative e giocate come se fosse un prendere in mano la prima trilogia e strutturarla sotto la sua firma d'avventura fantascientificamente spaziale e d'amor proprio commercialmente indiscutibile.
Un film eccellente grazie anche agli effetti speciali ed un 3D sapientemente usato senza estremismi, con un montaggio (di Mary Jo Markey e Maryann Brandon) forse meno netto della prima trilogia e con una narrazione verbale e d'immagini mai straniante e mai vuota (con più che abbastanza carne al fuoco) senza un villain totalmente impositivo (in questo episodio, bisognerà poi vedere i successivi film per stabilire appieno la cosa) e senza troppi racconti genealogici beautifulliani.

136 minuti di nostalgia (tanta nostalgia), innovazione e eccitazione per l'inizio di una trilogia che ritrova i fan o semplicemente chi ha vissuto le precedenti vicissitudini stellari, e le nuove generazioni che vogliono affacciarsi e affiancarsi dal prodotto della Lucasfilm che già fa sentire il desiderio di vedere il prosieguo.
Se poi nel film, oltre ai veterani Harrison Ford e Carrie Fisher, vi sono Adam Driver e Oscar Isaac, che rappresentano una ottima categoria della nuova generazione di attori (forse anche poco sfruttati in questo film) e le buone (molto buone) new entry come Daisy Ridley e John Boyega, allora siamo a posto così (parlando d'interpretazioni).

Il prosieguo? Maggio 2017 con Star Wars - Episodio VIII, dal titolo e dal regista non ancora definiti.

mercoledì 16 dicembre 2015

Irrational Man - Giù i bicchieri, su i pensieri!

Come ogni anno Woody Allen ritorna e a maggior ragione quest'anno, nel quale festeggia i suoi 80 anni. Anni solo fisici, perché spiritualmente e mentalmente è sempre influente per tutte le età e le mentalità.
Irrational Man (presentato all'ultimo Festival di Cannes) è quel film filosoficamente irriverente, superficiale all'apparenza, ma sofferto e profondo di temi, caratteri e moralità.
Allen ti prende la mente e (come ogni suo film) la stritola. E la tua mente, ridotta a meno di budello, viene infarcita di nozioni sulla vita e il mondo, arcaiche e più recenti, con il contorno di una vena ironica sottile ma non troppo.
Sembra la solita storia del professore ricco di fascino, alcolizzato e pessimista e della studentessa che si perde nella selva oscura dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti; ma il fascino è quello mentale, la filosofia che ti fa provare diverse lenti visive fino a trovare quelle giuste è la protagonista.
Eventi passati che fanno diventare il tuo presente un no di fatto, fino a che qualcuno o qualcosa ti fa vedere il vissuto in altra maniera e le tappe del tuo viaggio fisico e mentale cambiano.
Ma i pensieri filosofici sono astratti per tutti, perché in quanto tali nascono da fatti provati dai diretti interessati e tra pensieri e (se vogliamo) prevenzioni filosofiche e la realtà, l'abisso non si fa attendere. Le conseguenze non saranno mai come quelle ipotizzate o vissute da qualcun altro, proprio perché la vita è imprevedibile.
Il fato agisce su ogni condizione: il delitto e il castigo (la pena del contrappasso, prima o poi, viene a fare visita senza troppe cerimonie), i sentimenti, gli eventi che modificano lo spirito. 

Qualcuno potrebbe affermare che sia il solito film di Allen , ma la sua genialità sta proprio nel fatto di proporre temi di filosofia di vita, carattere e sentimento e ironia sempre con stili diversi, innovativi e con attori (quasi) sempre diversi.
A comprovare che le sue opere sono rivolte alla massa intera e non al singolo target e chi vuole cogliere, che colga quello che più nota nel contenitore Woodylliano.
Un film che riprende temi su cui Allen ragiona da sempre, che riprendono film passati, che a loro volta si collegano al presente. Perché il privilegio di Allen è essere sempre nel presente annuo del pezzo che scrive e dirige, senza dimenticare il passato che da sempre qualche lezione.
Se poi gli attori, principalmente Joaquin Phoenix ed Emma Stone (in ruolo che forse mette alla meglio in luce le sue caratteristiche attoriali) riescono a dare prova di essere brillanti in una dark comedy come questa, allora non si può proprio chiedere di più.

venerdì 11 dicembre 2015

Golden Globe 2016: tutte le nomination sulle serie tv e miniserie!


 
Oltre alle nomination dei Golden Globe per il Cinema (che potete trovare qui), parliamo di quelle dedicate alle serie tv e mini film per la televisione (sarà una roba breve poiché non sono un'espertona, ahimè, in materia "Serie televisive"); mentre il Trono di Spade comincia ad andare inevitabilmente in discesa, trionfano e si riconfermano trionfanti, serie come Veep, Orange is the New Black e Narcos.
E se Lady Gaga si aggiudica una nomination come miglior attrice in un film tv (American Horror Story: Hotel) è interessante notare come siano presenti, tra le varie nominations (anche per il settore cinema) vi siano tanti nomi poco conosciuti o quasi. 
And the nominees are..


Miglior Serie Drama
- Empire
- Game of Thrones – Il Trono di Spade
- Mr. Robot
- Narcos
- Outlander



Miglior Attore in una Serie Drama
- Jon Hamm – Mad Men
- Rami Malek – Mr. Robot
- Wagner Moura – Narcos
- Bob Odenkirk – Better Call Saul
- Live Schreiber – Ray Donovan


Miglior Attrice in una Serie Drama - Caitriona Balfe - Outlander
- Viola Davis – How to get Away with Murder
- Eva Green – Penny Dreadful
- Traji P. Henson – Empire
- Robin Wright – House of Cards


Miglior Serie Comedy o Musicale - Orange is the news black
- Veep
- Silicon Valley
- Mozart in the Jungle
- Casual
- Transparent


Miglior Attrice in una Serie Comedy o Musicale - Rachel Bloom – Crazy Ex-Girlfriend
- Jamie Lee Curtis – Scream Queens
- Julia Louis-Dreyfus – Veep
- Gina Rodriguez – Jane the Virgin
- Lily Tomlin


Miglior Attore in una Serie Comedy o Musicale
- Aziz Anzari – Master of None
- Gael Garcìa Bernal – Mozart in the Jungle
- Rob Lowe – The Grinder
- Patrick Stewart – Blunt Talk
- Jeffrey Tambor – Trasparent
- Will Forte – Last Man on Earth


Miglior Film TV o Miniserie
- American Crime
- American Horror Story: Hotel
- Fargo
- Flesh and Bone
- Wolf Hall


Miglior Attore in un Film TV o una Miniserie
- Idris Elba – Luther
- Oscar Isaac – Show Me a Hero
- David Oyelowo – Nightingale
- Mark Rylance – Wolf Hall
- Patrick Wilson - Fargo


Miglior Attrice in un Film TV o una Miniserie - Lady Gaga – American Horror Story: Hotel
- Kristen Dunst – Fargo
- Sarah Hay – Flesh & Bone
- Felicity Huffman – American Crime
- Queen Latyfah - Bessie


Miglior Attrice non protagonista in un Film TV o una Miniserie
- Uzo Aduba – Orange is the New Black
- Joanne Froggatt – Downton Abbey
- Regina King – American Crime
- Judith Light – Transparent
- Maura Tierney – The Affair


Miglior Attore non protagonista in un Film TV o una Miniserie - Alan Cumming – The Good Wife
- Damian Lewis – Wolf of Hall
- Ben Mendelsohn – Bloodline
- Tobias Menzies – Outlander
- Christian Slater – Mr. Robot

giovedì 10 dicembre 2015

Golden Globe 2016: tutte le nomination del Cinema!


 
Le nomination dei Sag (Screen Actors Guild Awards), sono state divulgate solo ieri.
Ebbene, oggi sono arrivate quelle dei Golden Globes, da sempre considerate come l’anticamera degli Oscar poiché, generalmente, chi vince uno di questi Awards ha serie probabilità di vincere anche l'ambita statuetta degli Oscar.
Ciò detto, la loro funzione da "sfera di cristallo" si potrebbe dire, ha inizio nel 1944 quando questi premi erano dedicati solo al cinema, finendo poi a diventare uno dei premi più ambiti, insieme agli Emmy, per il settore televisivo una dozzina di anni dopo.
Le nomination sono state annunciate oggi da Chloë Grace Moretz, Angela Bassett, America Ferrera e Dennis Quaid dal The Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, lo stesso luogo dove si terrà la cerimonia/cena di gala, condotta da
Ricky Gervais, il prossimo 10 gennaio 2016.
La parte cinema vede una competizione più accesa nel settore Drama, con film come The Revenant, Carol, Mad Max:Fury Road e Room mentre meno sentita (ma forse perché questi film sono solo stati sponsorizzati meno) la sfida nella sezione Comedy o Musical, tra film come Joy, La Grande Scommessa e Trumbo.
La maggior parte di queste pellicole provengono dai maggiori festival in ambito internazionale e nazionale: Cannes, Venezia, Toronto e Roma (che ha permesso di portare in Italia, anche se in seconda o terza visione, film come Room o Carol).
Tuttavia qualche dubbio sorge: ma davvero Spotlight, film di vera inchiesta, condotta nei primi anni 2000 dal quotidiano The Boston Globe sulla pedofilia a livello parrocchiale e sulle sue coperture, merita così tante candidatura a livello tecnico e interpretativo? E soprattutto a livello registico quando un giovane e brillante regista come Cary Fukunaga viene tralasciato?
Parto prevenuta (Joy dovrebbe uscire a fine gennaio), ma come fa tutti gli anni ad essere sempre presente la Lawrence con un film, guarda caso di David O'Russell?
Dove sono Johnny Depp (Black Mass) e Tom Hardy (The Revenant e Legend)?
Ma soprattutto.. dov'è Non Essere Cattivo di Claudio Caligari?
Nonostante ciò, un pezzo (e che pezzo!) di Italia c'è, eccome.. Ennio Morricone è nominato come miglior colonna sonora per The Hateful Eight di Tarantino.
Vi lascio con questi dubbi irrisolvibili and the nominees are...



Miglior Film Drammatico:
- Carol
- Mad Max: Fury Road
- Redivivo - The Revenant
- Room
- Spotlight


Miglior Film Commedia o Musicale:
- Sopravvissuto -The Martian
- The Big Short - La Grande Scommessa
- Joy
- Spy
- Trainwreck - Un disastro di ragazza


Miglior Regista:
-Todd Haynes - Carol
- Tom McCarthy - Spotlight
- George Miller – Mad Max: Fury Road
- Ridley Scott – Sopravvissuto - The Martian
- Alejandro Gonzales Iῆarritu – Redivivo - The Revenant


Miglior Attore in un Film Drammatico:
-Bryan Cranston - Trumbo
-Leonardo DiCaprio – The Revenant
-Michael Fassbender – Steve Jobs
-Eddie Redmayne – The Danish Girl
- Will Smith - Concussion


Miglior Attore in un Film Commedia o Musicale:
-Christian Bale – The Big Short – La Grande Scommessa
-Steve Carell – The Big Short – La Grande Scommessa
-Matt Damon – Sopravvissuto - The Martian
-Al Pacino – Danny Collins
-Mark Ruffalo - Infinitely Polar Bear


Miglior Attrice in un Film Drammatico:
- Cate Blanchett - Carol
- Rooney Mara - Carol
- Saoirse Ronan - Brooklyn
- Brie Larson - Room
- Alicia Vikander – The Danish Girl


Miglior Attrice in un Film Commedia o Musicale:
- Jennifer Lawrence - joy
-Melissa McCarthy - Spy
-Maggie Smith – The Lady in the Van
-Amy Schumer - Trainwreck
-Lily Tomlin - Grandma


Miglior Attrice non Protagonista:
-Kate Winslet – Steve Jobs
- Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
- Jane Fonda – Youth – La Giovinezza
- Alicia Vikanderr – Ex Machina
- Hellen Mirren - Trumbo


Miglior Attore non Protagonista:
- Paul Dano – Love and Mercy
- Idris Elba – Beast of no Nation
- Mark Rylance – Bridge of Spies – Il Ponte delle Spie
- Michael Shannon – 99 Homes
- Sylvester Stallone - Creed


Miglior Film in Lingua non Inglese:
- The Brand New Testament –Dio Esiste e vive a Bruxelles
- The Club
- The Fencer
- Mustang
- Son of Saul – Il Figlio di Saul


Miglior Colonna Sonora:
-Alexander Desplat – The Danish Girl
-Carter Burwell - Carol
-Ennio Morricone – The Hateful Eight
-Daniel Pemberton – Steve Jobs
-Ryuchi Sakamoto & Alva Noto – The Revenant


Miglior Canzone Originale:
“One Kind of Love” – Love & Mercy
“Love me like you do”– 50 Sfumature di Grigio
“See you again” –Fast and Furious 7
“Simple Sound #3” –Youth – La Giovinezza
“Writing’s on the Wall” – Spectre


Miglior Sceneggiatura:
-Emma Donoghue - Room
-Tom McCarthy, Josh Singer - Spotlight
-Charles Radolph, Adam McKay - The Big Short – La Grande Scommessa
-Aaron Sorkin - Steve Jobs
-Quentin Tarantino – The Hateful Eight


Miglior Film d’Animazione:
- Anomalisa
-
Inside Out
- The Good Dinosaur - Il Viaggio di Arlo
- Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts
- Shaun, Vita da Pecora: il film


Golden Globe alla Carriera – Premio Cecil B. DeMille:
Denzel Washington

mercoledì 25 novembre 2015

Arlo e Spot.. Imparerai ad amarli! - Il Viaggio di Arlo

Il rischio che Il Viaggio di Arlo possa essere offuscato da Inside Out, uscito pochi mesi fa e diventato nell’imminente una pietra miliare del mondo Pixar e dell’animazione in genere, ci potrebbe effettivamente essere.
Tuttavia The Good Dinosaur – Il Viaggio di Arlo di Peter Sohn ha i suoi buoni motivi per non passare sottotono, tra pubblico e critica.
 
 
Lo spunto iniziale, da dove parte la storia è: cosa sarebbe successo se il meteorite, invece che estinguere i dinosauri, avesse solo sfiorato il nostro pianeta 65 milioni di anni fa?
Ed ecco che nell’immaginario Disney-Pixar i dinosauri si evolvono nel corso dei milioni di anni che li dividono dalla presunta estinzione e diventano contadini e cowboy possessori delle loro mandrie, il tutto svolto nel contesto familiare.
Arlo è un giovane dinosauro, terzo di tre fratelli che vive di paure che non riesce a vincere ma che si mostra determinato su un punto importante: apporre la sua impronta in famiglia.
 
 
A causa di un evento non voluto, Arlo si trova lontano da casa e l’unica via per raggiungerla è seguire il fiume. Il suo compagno di avventure sarà Spot, un cucciolo d’uomo che si trova anche lui solo.
Di fatto Il Viaggio di Arlo è un road movie jurassico che brilla per l’idea di capovolgere i ruoli: sono i dinosauri gli esseri più evoluti e Arlo è uno di quelli, mentre gli umani sono dei fedeli compagni.
E se Arlo è impaurito, un po’ gracile (con le ginocchia sempre arrossate) e timoroso dell’avventura che dovrà compiere, Spot è l’opposto: è totalmente fedele al suo amico già dall’inizio proprio come i nostri amici a quattro zampe, è coraggioso ed intraprendente e sempre ringhioso verso i pericoli.
Arlo e Spot si completano, ma hanno anche diverse cose in comune: un passato difficile con la perdita di un familiare, il riconoscimento dell’uno verso l’altro, ma soprattutto il percorso di crescita verso l’età matura, con tutte le difficoltà del caso (tra emozioni, paure e il rapportarsi con specie diverse e, quindi, con sconosciuti).
La Pixar ha sempre costruito i suoi film sul filo conduttore dell’avventura come formazione e, quindi, su temi comuni per tutti i suoi film, come l’abbandono, il timore dell’ignoto, il viaggio, l’amicizia tra i diversi e gli insegnamenti della vita: temi che non possono non rievocare film di animazione quali Alla Ricerca di Nemo, Toy Story, Cars, Ratatouille, Wall-e, Up, Ribelle – The Brave e molti altri (in sostanza tutti).
Ed è questa la genialità e la bravura della Pixar: proporre sempre i soliti temi, ponendoli sotto differenti prospettive e con molteplici possibilità che si possono riscontrare nei film sopra citati; il bello della crescita interiore che non si avrebbe senza qualche stimolo, il bello del diverso, il bello della scoperta dei valori quali l’amore e l’amicizia che vanno via via approfondendosi lungo il viaggio di avventura del corpo e soprattutto dell’io interiore.
 
 
Il viaggio di Arlo e del suo fedele amico Spot (un rapporto dinosauro-umano differente da tutti gli altri film al riguardo, ad esempio Jurassic Park, World, ecc..) accomuna elementi Disney e Pixar che forse in questo film si amalgamano meglio che negli altri: ritorna il racconto favolistico e classico della Disney degli anni ’90, dei tempi de ll Re Leone in sostanza (che trova diverse rievocazioni per alcune vicissitudini e personaggi) che si unisce alla spettacolarità ed eccellenza della grafica Pixar, che mai come in questo film sfodera le sue tecniche migliori, ponendo fantastiche panoramiche del Nord America (l’ambientazione della vicenda) che danno un’immediata sensazione di realtà (che fa un baffo alla grafica che ci aveva già colpito con Ribelle - The Brave) che potrebbe mandare in confusione anche Madre Natura, senza dimenticare la bravura Pixeriana sul concetto della comunicazione non verbale.
 
 
Il Viaggio di Arlo (che al cinema viene preceduto dal tenero corto hinduista Sanjay's Super Team di Sanjay Patel) è certamente meno concettualizzato di Inside Out, la storia è molto meno complessa: tuttavia, è bene non improntare questo ultimo viaggio di formazione solo per il target dei bambini, perché tutto sommato neanche agli adulti farebbe male riflettere sul proprio percorso di vita e sarebbe necessario porsi la seguente domanda: se i dinosauri non si fossero realmente estinti, potrebbe davvero nascere un rapporto di amicizia e fedeltà tra questi ultimi (e di fedeltà verso il diverso)e l’essere umano di oggi?

giovedì 5 novembre 2015

Da Sean Connery a Daniel Craig, ovvero, sei interpretazioni per una spia!

Today is the day!
 
Oggi esce, nei nostri cinema, l’attesissimo ventiquattresimo capitolo della saga di 007, sempre per la regia di Sam Mendes e con Daniel Craig nel ruolo di Bond.
Ora che Bond ritorna più in forma che mai, è giusto fare un bel ripasso sulla saga, su come è nata e su chi ha interpretato (e in quali film) l’agente segreto più famoso del mondo.

In principio Bond nacque da un racconto del britannico Ian Fleming (si dice, per la figura di 007, si ispirò a figura, classe e portamento di Cary Grant), nel 1952, e dopo dieci anni, dai suoi romanzi, si iniziò con l’adattamento cinematografico che sembra non avere fine.
I diritti dei romanzi realizzati (tranne Casino Royale) vennero acquistati nel 1961 da Albert R. Broccoli insieme a Harry Saltzam; una volta fondata la Eon Productions, i due produttori decisero di realizzare, come primo film Agente 007 – Licenza di Uccidere.
 
Per questo film, non ci fu scelta migliore che quella dell’attore scozzese Sean Connery, ricco di fascino, bravura e dal carattere sanguigno, tanto che divenne, con il passare del tempo, il modello 007 da seguire per i futuri film e volti.
I film con Connery furono cinque: Agente 007 – Licenza di Uccidere (1962) e Agente 007 – Dalla Russia con Amore (1963) entrambi di Terrence Young, Agente 007 – Missione Goldfinger (1964) di Guy Hamilton, Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono (1965) di Terrence Young e Agente 007 – Si vive solo due volte (1967, di Lewis Gilbert). Quest’ultimo fu l’ultimo film di Connery (anche se ritornò per Agente 007 – Una cascata di Diamanti) e da qui la saga di Bond si allontanò dalle origini dettate dai romanzi.

Il testimone passò a George Lazenby che prestò il suo volto a Bond solo per Agente 007 – Al servizio segreto di sua maestà (1969, di Peter R. Hunt), ma per questioni essenzialmente di critica e, quindi, dell’inevitabile paragone con il suo predecessore, ritenne opportuno disertare (da una parte sfortunato da ritrovarsi un bel fardello sulle spalle e, dall'altra, diciamocelo; la sua interpretazione mancava prettamente di sale).

Con Agente 007 – Una cascata di diamanti e l’ultimo e definitivo film di Connery, dopo la parentesi di Lazenby, ritornò alla regia Guy Hamilton che vi restò fino a L’uomo dalla pistola d’oro (1974).
L’attore scelto per portare avanti la saga fu Roger Moore che vestì i panni di Bond per 7 film: Vivi e lascia morire (1973), L’uomo dalla pistola d’oro (1974), La spia che mi amava (1977), Moonraker – Operazione Spazio (1979, di Lewis Gilbert), Solo per i tuoi occhi (1981, di John Glen, alla regia fino a Vendetta Privata), Octopussy – Operazione piovra (1983) e Bersaglio Mobile (1985). Il Bond di Moore era più lord, aveva humor ed eleganza paragonabile a Cary Grant, a dispetto dei suoi predecessori. Solo un appunto: per chi avesse visto la serie televisiva The Persuaders - Attenti a quei due, dei primi anni '70, il personaggio di Bond viene citato diverse volte, e spesso e volentieri dall'amico e compagno di set, Tony Curtis).

La fine dell’era Moore fu molto sentita tra i fan della saga.
Per vestire i panni di Bond venne scelto Timothy Dalton. L’attore gallese, però, diede il volto all’agente 007 per i film peggiori della saga, soprattutto in relazione ai risultati al botteghino: 007 – Zona Pericolo (1987) e 007 – Vendetta Privata (1989). Nella fattispecie Dalton ridiede a Bond un po' di quel magnetismo che con Moore si era un po' perso.

Dopo alcuni problemi legali con i diritti del franchise e la conseguente dimissione di Dalton, la scelta per il successivo volto da dare a James Bond ricadde su Pierce Brosnan.
Con Brosnan anche Bond cambiò il suo essere cominciando ad apprezzare i vestiti firmati e smettendo di fumare, utilizzando nuove innovazioni tecnologiche fornite dalla sezione Q. Inoltre anche il nemico di Bond venne adeguato agli avvenimenti degli anni ’90 (l’URSS ormai non esisteva più). Con l’era Brosnan, il ruolo di M (direttore dell’MI6) venne per la prima volta affidato ad una donna, la grande Judi Dench (dopo Bernard Lee e Robert Brown) e, parlando sempre di donne, per la prima volta la bond girl fu di colore, grazie ad Halle Berry.

I film con Brosnan sono quattro e rispettivamente: Goldeneye (1995, di Martin Campbell), Il domani non muore mai (1997, di Roger Spottiswoode), Il mondo non basta (1999, di Michael Apted) e La morte può attendere (2002, di Lee Tamahori).

Dagli anni 2000 si ebbe l’idea di far rinascere la figura di Bond, di proporre un reboot e, ciò detto, Brosnan venne ritenuto un po’ in là con gli anni. Per questo venne scelto (tra moltissimi provini, tra cui pare vi siano stati in lizza anche Clive Owen, Gerald Butler e Hugh Jackman) il biondissimo inglese Daniel Craig.
Firmando, nel 2006, un contratto per quattro film, Craig ha vestito i panni di Bond in Casino Royale (2006, di Martin Campbell) realizzato con un accordo, riguardo ai diritti del romanzo, tra la Sony Pictures Entertrainment e EON; a differenza degli altri film qui Bond è anagraficamente più giovane e anche un po’ più glaciale, sia nei lineamenti che come carattere.
Nel 2008 uscì Quantum of Solace, di Marc Foster, che tuttavia, insieme a Casino Royale, non è riuscito a dare la spinta giusta al nuovo Bond.
Ci sono voluti il cinquantesimo anniversario della saga, la collaborazione di Sam Mendes alla regia e Skyfall (2012) per dare brio e sprint al personaggio e alle sue avventure segrete. In questa pellicola, l’agente 007 diventa più terreno e nostalgico del suo passato (mentre il ruolo di M passa da Judi Dench a Ralph Fiennes).
 
Ed eccoci qui con l’attesa uscita di Spectre, dove Bond continua a confrontarsi con il suo passato e dove dovrà combattere un’organizzazione criminale chiamata Spectre (che già compare in Licenza di Uccidere).
In questa pellicola il cast è molto ricco; la regia è sempre di Sam Mendes, Bond è sempre Daniel Craig (per l’ultima volta), la bond girl è Léa Seydoux, la seduttrice è Monica Bellucci ed il cattivo è Christoph Waltz.

E se pare che Mendes possa realizzare una sua trilogia dirigendo anche il 25° film della saga, chi potrà essere il nuovo Bond, dato l’abbandono di Craig?
Ma soprattutto.. ha ancora senso, seppur adeguando il tutto ai tempi moderni, continuare con il franchise, dopo più di 50 anni e 24 film?
Le scommesse sono (di nuovo) riaperte, agitate e non mescolate.