giovedì 26 gennaio 2017

La la land - Nuova linfa al genere musical (ed ai sogni)

"Ti riporta via, come la marea, la felicità" diceva un classico Disney come La bella e la bestia.
Nel caso di La la land, scritto e diretto da Damien Chazelle (classe '85), forse più che la felicità, è la nostalgia ad assumersi il ruolo di marea.
 

Una nostalgia verso quei film ormai passati e verso quel cinema che era una vera e propria macchina fabbricatrice di sogni: film che facevano fantasticare e vivere milioni di persone in uno stato di danza mentale (e anche fisica) infinita e sospesa.
Un sentimento verso un cinema che forse ha ancora bisogno di fantasticare e di credere davvero, almeno, per quel paio d'ore (giusto la visione del film) al sogno, all'esistenza del romanticismo puro, privo di ogni eccesso di formalismo e di mielosità.
Il sentimento nostalgico deriva da un turbinio di emozioni e di caratteri: ritrovarsi sognatori sia guardando il passato, per quello che sarebbe potuto essere, sia guardando al proprio futuro ed ai propri desideri (che siano quelli di diventare attrice affermata o di preservare e riportare alla ribalta comune un genere musicale come il jazz).
Dal vortice emozionale emerge anche la tenacia, quella volontà ferrea, come in Whiplash, di arrivare fino in fondo agli obiettivi, ai desideri preposti, credendo in quello che si fa, andando incontro come un tir verso chi chiude porte e portoni per riuscire poi a sfondarli.
Ma ciò predispone anche spirito di sacrificio: quanto e cosa si è disposti a rinunciare?
 
 
La la land è un omaggio dichiarato ai musical dei tempi che furono, quelli americani degli anni '40-'50, quelli di Mark Sandrich, Stanley Donen, Vincent Minnelli, George Sidney, quelli di Cappello a cilindro, Un americano a Parigi, Cantando sotto la pioggia, Due marinai e una ragazza.
I riferimenti sono tanti e facilmente individuabili e forse la pecca (se così la si può chiamare) è proprio questa, perché presentandosi come omaggio, si corre il rischio, soprattutto per gli amanti del genere, di fruire il film con un occhio troppo severo o di andare alla ricerca degli elementi comuni e porre una valutazione in base a ciò.
Damien Chazelle è stato capace di costruire un film che potesse contenere elementi di danza e canto facendo in modo che essi potessero solo accompagnare e dare enfasi alla narrazione vera e propria.
Dagli anni '90 ci hanno provato in tanti a dare una botta di vita al genere musical, puntando sull'originalità in diversi versanti, che vanno dalla narrazione alla colonna sonora, e anche con film molto riusciti come Moulin Rouge!, Chicago o Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street. Ma tutti con una narrazione che guarda verso tempi passati, ambientazioni e contesti di decadi addietro.
La forza e la bravura di Chazelle hanno fatto sì che potesse realizzare un film che guardasse all'oggi, ridando linfa al genere del musical: basarsi, utilizzare come fondamenta ed allo stesso tempo rendendo onore ai tempi passati, traslandoli al presente, tenersi agganciati a queste radici ed allo stesso tempo volgerle al tempi ed ai contesti odierni.
 
 
E allora non importa se Emma Stone e Ryan Gosling (alla loro terza collaborazione dopo Crazy, stupid, love e Gangster Squad) risultino magari un minimo impacciati tra danza e canto, quando questi due elementi, come già detto, sostengono, incorniciano la narrazione, nella quale il loro affiatamento è evidente ed equilibrato.
Quello che il giovane regista vuole far comprendere è c'è sempre spazio, c'è sempre tempo per i sogni, che siano cinematografici (e diventando una specie di monito del tipo "Ehi, i generi che hanno avuto fortuna un tempo ed ora non più, non vanno accantonati, hanno bisogno solo di cura e maggior impegno per metterli a nuovo") o che siano personali.
C'è ancora la voglia di volteggiare sospesi nell'infinito, anche solo con l'immaginazione.

martedì 24 gennaio 2017

Tutte le nomination agli Oscar 2017, sotto il segno armonico di La la land!

Anche per quest'anno ci si ritrova a parlare di Oscar.
La 89°edizione degli Academy Awards sembra dirigersi sotto il segno del musical: La la land si porta a casa 14 nomination, eguagliando quelle di Eva contro Eva e di Titanic, diventando il terzo film nella storia con più nomination guadagnate (e che, con alta probabilità, verranno anche tutte vinte).
Un genere che per tanto, tanto, tanto tempo ha vissuto al buio e grazie a La la land sta finalmente rinascendo agli occhi di chi ama la tipologia e di chi la ha sempre un po' lasciata da parte. Non si vedeva una considerazione ed un elogio dei musical tale forse dai tempi di Chicago (ovvero il lontano 2002).
 

Un bel po' sotto La la land, si possono trovare Arrival e Moonlight con ben 8 candidature (per il primo film manca quella di Amy Adams per la Migliore Attrice, mentre il secondo film rischia forse di essere sopravvalutato, augurandosi che non vi siano influenze provenienti da tutta la questione degli "Oscar so White" dello scorso anno, ma perché siano nomination davvero meritate).
La battaglia di Hacksaw Ridge, Lion, e Manchester by the sea acquistano 6 candidature a testa.
Ma il fatto più saliente di queste nomination riguarda quella di Fuocoammare di Gianfranco Rosi che, ritenuto dai più come appartenente di diritto alla categoria di Miglior Film Straniero, è stato candidato per Il Miglior Documentario; una categoria di maggior diritto per l'importante tema degli sbarchi di immigrati presso l'isola di Lampedusa, preso in analisi da Rosi.
Da sottolineare la presenza di Viggo Mortensen che, degno di un'interpretazione decisamente ricordabile come quella per Captain Fantastic, si trova a combattere davvero a mani nude con Casey Affleck e Ryan Gosling, in una categoria come quella del Miglior Attore che forse dovrebbe dotarsi di Ex aequo.
L'avversione e la magnanimità dell'Academy verso certi soggetti, continua ad essere evidente: Silence di Scorsese, Animali Notturni di Tom Ford e Sully di Eastwood prendono una candidatura a testa (rispettivamente per Miglior Fotografia, Miglior Attore non protagonista per Michael Shannon e Miglior montaggio sonoro) e probabilmente quelle che non potevano essere evitate.
Dall'altra parte, invece, spuntano ancora e ancora le candidature di Meryl Streep e di Denzel Washington come Miglior Attrice e Attore per Florence Foster Jenkins e Barriere; il fatto è che nessuno mette in dubbio la bravura di entrambi, anzi, ma la riflessione da porsi (o che forse chi di dovere avrebbe dovuto fare) è se queste due nomine siano davvero meritate o buttate lì perchè se no "pare male" levando però il posto a chi magari ne avrebbe avuto un maggior diritto (vedi una Amy Adams o un Tom Hanks, tanto per citarne un paio).
Tra le mancanze forse più evidenti vi sono quelle dei due film della Illumination Entertainment, ovvero Pets e Sing (ma che rispetto agli altri film di animazione candidati hanno solo da invidiare) e della Pixar che non prende nulla con Alla ricerca di Dory ma si guadagna una nomination per il Miglior Corto Animato con Piper (che precedeva proprio Alla ricerca di Dory), ma anche quella del giovane Xavier Dolan con E' solo la fine del mondo e di Vittorio Storaro per la fotografia di Cafè Society, di Woody Allen.

Alla luce di queste candidature l'ultima cosa da sottolineare è che 33 di queste nomination arrivano da film presentati all'ultimo Festival di Venezia (Animali Notturni, Arrival, Jackie, La la land, La battaglia di Hacksaw Ridge e Tanna).
La 89°edizione degli Academy Awards (di cui trovate qui il sistema di votazione) si svolgerà in quel di Los Angeles il 26 febbraio, con la conduzione di Jimmy Kimmel.


Miglior Film

Arrival
Barriere
Hell or high water
Il diritto di contare
La battaglia di Hacksaw Ridge
La la land
Lion
Manchester by the sea
Moonlight



Miglior Regista

Barry Jenkins – Moonlight
Damien Chazelle – La La Land
Denis Villeneuve – Arrival
Kenneth Lonergan – Manchester by the sea
Mel Gibson – La battaglia di Hacksaw Ridge


Miglior Attore Protagonista

Andrew Garfield – La battaglia di Hacksaw Ridge
Casey Affleck – Manchester by the sea
Denzel Washington – Barriere
Ryan Gosling – La la land
Viggo Mortensen – Captain Fantastic


Miglior Attrice Protagonista

Emma Stone - La la land
Isabelle Huppert – Elle
Meryl Streep – Florence Foster Jenkins
Natalie Portman – Jackie
Ruth Negga - Loving


Miglior Attore non Protagonista

Dev Patel – Lion
Jeff Bridges – Hell or high water
Lucas Hedges – Manchester by the sea
Mahershala Ali – Moonlight
Michael Shannon – Animali notturni


Miglior Attrice non Protagonista 
Michelle Williams – Manchester by the sea
Naomie Harris – Moonlight
Nicole Kidman – Lion
Octavia Spencer – Il diritto di contare
Viola Davis - Barriere


Miglior Film di Animazione

Kubo e la spada magica
La mia vita da zucchina
La tartaruga rossa
Oceania
Zootropolis


Miglior Film Straniero

A man called Ove
Il cliente
Land of mine
Tanna
Vi presento Toni Erdmann


Miglior Fotografia

Arrival
La La Land
Lion
Moonlight
Silence


Miglior Sceneggiatura Originale

20th Century Women 
Hell or High Water
La La Land
Manchester by the Sea
The Lobster


Miglior Sceneggiatura non Originale

Arrival
Barriere
Il diritto di contare
Lion
Moonlight


Miglior Colonna Sonora

Jackie
La La Land
Lion
Moonlight
Passengers


Miglior Sonoro

13 Hours: The secret Soldiers of Benghazi
Arrival
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Rogue One: A Star Wars Story


Miglior Montaggio Sonoro

Arrival
Deepwater Horizon
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Sully


Miglior Canzone Originale

"Audition ( The Fools Who Dream)" - La La Land
"Can't Stop the Feeling" - Trolls
"City of Stars" - La La Land
"How Far I'll Go" - Oceania
"The Empty Chair" - Jim: the James Foley Story


Miglior Scenografia

Animali fantastici e dove trovarli
Arrival
Ave, Cesare!
La La Land
Passengers


Miglior Costume

Allied
Animali fantastici e dove trovarli
Florence Foster Jenkins
Jackie
La La Land

Miglior Trucco ed Acconciature

A Man Called Ove
Star Trek Beyond
Suicide Squad


Miglior Montaggio

Arrival
Hell or High Water
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Moonlight


Migliori Effetti Speciali

Deepwater: Inferno sull'oceano
Doctor Strange
Il libro della giungla 
Kubo e la spada magica
Rogue One: A Star Wars Story


Miglior Documentario

13th
Fuocoammare
I am not your negro
Life Animated
O.J.: Made in America


Miglior Cortometraggio Documentario

4.1 Miles
Extremis
Joe's Violin
The White Helmets
Watani: My Homeland


Miglior Cortometraggio

Ennemis Intérieurs
La Femme et le TGV
Silent Nights
Sing
Timecode


Miglior Cortometraggio di Animazione
Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear Cider and Cigarettes
Pearl
Piper

lunedì 9 gennaio 2017

I trionfi dei 74° Golden Globe!

Stanotte si è svolta la 74°edizione dei Golden Globe, condotta da un capacissimo Jimmy Fallon.
Tra i trionfi maggiori sicuramente ci sono stati quelli di La la land che ha vinto tutto il vincibile (il regista Damien Chazelle è peraltro uno dei più giovani a vincere per la regia); un film che riporta in auge il genere dei musical, che forse tutti ci eravamo un po' scordati. La la land non esita a mostrare le radici che sono quelli dell'epoca d'oro del genere (gli anni '50), attualizzandole ai giorni nostri.
Sempre per il cinema vince Moonlight come Miglior film drammatico; scelta opinabile (influenze del fattore Oscar so White e le polemiche ruotate attorno a ciò?).
Vince inoltre Casey Aflleck per Manchester by the sea, Viola Davis per Barriere, Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni. Stravince Elle sia Miglior film straniero che Miglior Attrice in un film drammatico.
La Disney mette da parte un'altra statuetta grazie a Zootropolis che vince come Miglior Film di animazione.
Sopra tutti, il premio Cecil B. DeMille quest'anno è andato alla divina Meryl Streep.
 
Sul fronte serie tv vince The Crown come Miglior serie drama e Miglior attrice, mentre The Night Manager si porta a casa ben quattro Golden Globe per Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior attrice non protagonista e Miglior Film Tv o miniserie.
 
Di seguito tutti i vincitori di cinema e serie tv!

 

CINEMA

Miglior Film Drammatico:
- La Battaglia di Hacksaw Ridge
- Hell of High Water
- Lion
- Manchester by the Sea
- Moonlight


Miglior Film Commedia o Musicale:
- 20th Century Women
- Deadpool
- Florence
- La La Land
- Sing Street


Miglior Regista:
- Damien Chazelle - La La Land
- Tom Ford - Animali notturni
- Mel Gibson - Hacksaw Ridge
- Barry Jenkins - Moonlight
- Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea


Miglior Attore in un Film Drammatico:
- Casey Affleck - Manchester by the Sea
- Joel Edgerton - Loving
- Andrew Garfield - Hacksaw Ridge
- Viggo Mortensen - Captain Fantastic
- Denzel Washington - Barriere


Miglior Attore in un Film Commedia o Musicale:
- Colin Farrell - The Lobster
- Ryan Gosling - La La Land
- Hugh Grant - Florence
- Jonah Hill - I Trafficanti
- Ryan Reynolds - Deadpool


Miglior Attrice in un Film Drammatico:
- Amy Adams - Arrival
- Jessica Chastain - Miss Julie
- Isabelle Huppert - Elle
- Ruth Negga - Loving
- Natalie Portman - Jackie


Miglior Attrice in un Film Commedia o Musicale:
- Annette Bening - 20th Century Women
- Lily Collins - L'eccezione alla regola
- Hailee Steinfeld - The Edge of Seventeen
- Emma Stone - La La Land
- Meryl Streep - Florence


Miglior Attrice non Protagonista:
- Viola Davis - Barriere
- Naomie Harris - Moonlight
- Nicole Kidman - Lion
- Octavia Spencer - Il diritto di contare
- Michelle Williams - Manchester by the Sea


Miglior Attore non Protagonista:
- Mahershala Ali - Moonlight
- Jeff Bridges - Hell or High Water
- Simon Helberg - Florence
- Dev Patel - Lion
- Aaron Taylor-Johnson - Animali notturni


Miglior Film in Lingua non Inglese:
- Divines
- Elle
- Neruda
- Il Cliente
- Vi presento Toni Erdmann


Miglior Colonna Sonora:
- Nicholas Britell - Moonlight
- Justin Hurwitz - La La Land
- Jóhann Jóhannsson - Arrival
- Volker Bertelmann, Dustin O'Halloran - Lion
- Pharrell Williams, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch - Il diritto di contare


Miglior Canzone Originale:
- "Can't Stop the Feeling" - Trolls
- "City of Stars" - La La Land
- "Faith" - Sing
- "Gold" - Gold
- "How Far I'll Go" - Oceania


Miglior Sceneggiatura:
- Damien Chazelle - La La Land
- Tom Ford - Animali Notturni
- Barry Jenkins - Moonlight
- Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea
- Taylor Sheridan - Hell or High Water


Miglior Film d’Animazione:
- Kubo e la spada magica
- Oceania
- La mia vita da Zucchina
- Sing
- Zootropolis


Golden Globe alla Carriera – Premio Cecil B. DeMille:
Meryl Streep



SERIE TV


Miglior Serie Drama
- Il Trono di Spade
- Stranger Things
- The Crown
- This Is Us
- Westworld


Miglior Attore in una Serie Drama
- Rami Malek - Mr. Robot
- Bob Odenkirk - Better Call Saul
- Matthew Rhys - The Americans
- Liev Schreiber - Ray Donovan
- Billy Bob Thornton - Goliath


Miglior Attrice in una Serie Drama
- Caitriona Balfe - Outlander
- Claire Foy - The Crown
- Keri Russell - The Americans
- Wynona Ryder - Stranger Things
- Evan Rachel Wood - Westworld


Miglior Serie Comedy o Musicale
- Atlanta
- Black-ish
- Mozart in the Jungle
- Transparent
- Veep


Miglior Attrice in una Serie Comedy o Musicale
- Rachel Bloom - Crazy Ex-Girlfriend
- Julia Louis-Dreyfus - Veep
- Sarah Jessica Parker - Divorce
- Issa Ree - Insecure
- Gina Rodriguez - Jane the Virgin
- Tracee Ellis Ross - Black-ish


Miglior Attore in una Serie Comedy o Musicale
- Anthony Anderson - Black-ish
- Gael Garcia Bernal - Mozart in the Jungle
- Donald Glover - Atlanta
- Nick Nolte - Graves
- Jefrey Tambor - Transparent


Miglior Film TV o Miniserie
- American Crime
- American Crime Story: Il caso O.J. Simpson
- The Dresser
- The Night Manager
- The Night Of


Miglior Attore in un Film TV o una Miniserie
- Riz Ahmed - The Night Of
- Bryan Cranston - All the Way
- Tom Hiddleston - The Night Manager
- John Turturro - The Night Of
- Courtney B. Vance - American Crime Story: Il caso O.J. Simpson


Miglior Attrice in un Film TV o una Miniserie
- Felicity Huffman - American Crime
- Riley Keough - The Girlfriend Experience
- Sarah Paulson - American Crime Story: Il caso O.J. Simpson
- Charlotte Rampling - London Spy
- Kerry Washington - Confirmation


Miglior Attrice non protagonista in un Film TV o una Miniserie
- Olivia Coleman - The Night Manager
- Lena Headey - Il Trono di Spade
- Chrissy Metz - This Is Us
- Mandy Moore - This Is Us
- Thandie Newton - Westworld


Miglior Attore non protagonista in un Film TV o una Miniserie
- Sterling K. Brown - American Crime Story: Il caso O.J. Simpson
- Hugh Laurie - The Night Manager
- John Lithgow - The Crown
- Christian Slater - Mr. Robot
- John Travolta - American Crime Story: Il caso O.J. Simpson

sabato 31 dicembre 2016

I film più attesi del 2017!

L'arrivo di un nuovo anno comporta anche una crescita maggiore di attesa per i film che esso proporrà.
Dunque, quali sono i film più attesi del 2017?
Difficile dirlo, poiché i titoli sono davvero molti, appartenenti ai più diversi generi.
Ma ecco qui una breve lista riassuntiva sui titoli più attesi dell'anno (non ne vogliano gli altri), in ordine alfabetico!


Alien: covenant

Di Ridley Scott, con Katherine Waterston, Noomi Rapace, Michael Fassbender.
Uscita: agosto.

Alien Covenant è il sequel, di nuovo diretto da Ridley Scott, di Prometheus. Covenant è il nome dell'astronave e della missione spaziale che scopre un pianeta apparentemente incontaminato e idilliaco, nel quale il solo abitante è David (Michael Fassbender), unico superstite della spedizione Prometheus.
 
 

Blade runner 2049

Di Denis Villeneuve, con Jared Leto, Ana de Armas, Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright.
Uscita: ottobre.

Trent'anni dopo gli eventi del primo film, un nuovo blade runner, l'Agente K della Polizia di Los Angeles (Ryan Gosling) scopre un segreto sepolto da tempo che ha il potenziale di far precipitare nel caos quello che è rimasto della società.
La scoperta di K lo spinge verso la ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), un ex-blade runner della polizia di Los Angeles sparito nel nulla da 30 anni.



Dunkirk

Di Christopher Nolan, con Tom Hardy, Mark Rylance, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Fionn Whitehead.
Uscita: agosto.

Il film si apre con centinaia di migliaia di truppe Inglesi e Alleate circondate dalle forze nemiche. Intrappolate sulla spiaggia, con alle spalle il mare, le truppe si trovano ad affrontare una situazione impossibile con il nemico che incalza.



Happy end

Di Michael Haneke, con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant.
Uscita: agosto.

Una famiglia molto ricca francese vive nel nord della Francia, non preoccupandosi della povertà che padroneggia nei campi di migranti situati intorno alla città portuale di Calais, luogo distante solo poche miglia dalla loro abitazione.
Il loro isolamento borghese li ha resi insensibili alla realtà drammatica che li circonda.


 
It

Di Andres Muschietti, con Bill Skarsgard, Finn Wolfhard, Jaeden Lieberher, Nicholas Hamilton.
Uscita: settembre.

In una cittadina nel Maine, sette giovani ragazzi che formano il gruppo dei "Perdenti" devono vedersela con un mostro che ha preso le sembianze di un clown chiamato Pennywise.


 
Justice League - Parte I

Di Zack Snyder, con Ben Affleck, Henry Cavill, Gal Gadot, Amber Heard, Amy Adams, Jason Momoa, Ezra Miller, Ray Fisher.
Uscita: 17 novembre.

Con una nuova fiducia nell'umanità, ispirato dal gesto altruista di Superman, Batman e Wonder Woman lavorano insieme per trovare e reclutare una squadra di metaumani che si oppongano ad una nuova minaccia.
Ma nonostante la formazione di questa inedita alleanza di eroi - Batman, Wonder Woman, Aquaman, Cyborg e Flash - potrebbe essere forse troppo tardi per salvare il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche.


 
L’uomo di neve

Di Tomas Alfredson, con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Chloe Sevigny, Val Kilmer, J.K. Simmons.
Uscita: 12 ottobre.

Tratto dall'omonimo romanzo di Jo Nesbø, la storia parla di un detective, a capo di una squadra speciali della polizia, quando investiga sulla sparizione di una vittima durante la prima nevicata dell’inverno ed inizia a temere che sia nuovamente all’opera un elusivo serial killer. Con l’aiuto di una giovane e brillante recluta, il poliziotto dovrà legare assieme casi irrisolti vecchi di decenni con questo nuovo e brutale, della speranza di riuscire a smascherare il killer prima della prossima nevicata.


La bella e la bestia

Di Bill Condon, con Emma Watson, Emma Thompson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad.
Uscita: 16 marzo.

La storia racconta il fantastico viaggio di Belle, giovane donna brillante, bellissima e dallo spirito indipendente che viene fatta prigioniera dalla Bestia e costretta a vivere nel suo castello. Nonostante le proprie paure, Belle farà amicizia con la servitù incantata e imparerà a guardare oltre le orrende apparenze della Bestia, scoprendo l’anima gentile del Principe che si cela dentro di lui.


La legge della notte 

Di Ben Affleck, con Ben Affleck, Zoe Saldana, Elle Fanning, Sienna Miller.
Uscita: febbraio.

La Legge della Notte è ambientato nei ruggenti anni ’20, quando il Proibizionismo non riesce a fermare il fiume d’alcool che invade gli speakeasy della mala.
Chiunque con abbastanza ambizione e nervi saldi ha l’opportunità di ottenere rapidamente potere e denaro e così Joe Coughlin, il figlio di un commissario della Polizia di Boston, da tempo ha voltato le spalle alla sua rigida educazione per diventare un fuorilegge. Però perfino tra i criminali esistono delle regole e Joe infrange la più grande: incrocia il suo cammino con un potente boss, rubandogli soldi e donna. L’incontro finisce in tragedia, conducendo Joe su un percorso di vendetta, ambizione, amore e tradimenti che lo costringe a lasciare Boston per Tampa e i suoi contrabbandieri di rum.



La mummia

Di Alex Kurtzman, con Sofia Boutella, Tom Cruise, Annabelle Wallis, Russell Crowe.
Uscita: 8 giugno.

Creduta sepolta in una cripta in profondità sotto un deserto che non perdona, un'antica regina, il cui destino le è stato ingiustamente strappato via, si risveglia nei giorni nostri portando con se una malvagità cresciuta con lei nel corso dei millenni e terrori che sfidano la comprensione umana.


Logan

Di James Mangold, con Hugh Jackman, Elizabeth Rodríguez, Patrick Stewart.
Uscita: 2 marzo.

In questo terzo film dedicato a Wolverine (dopo X-Men - Le origini: Wolverine e Wolverine - L'immortale), Logan e Professor X saranno tra i pochi ultimi mutanti ancora in circolazione, nel 2024. Ma essi dovranno riunirsi, data la scoperta di una bambina che ha le stesse caratteristiche di Wolverine, tra capacità di rigenerazione e dotazione di artigli.
Un'America dalle lande desolate e un Wolverine che vive per inerzia.


 
Silence

Di Martin Scorsese, con Liam Neeson, Andrew Garfield, Adam Driver.
Uscita: 12 gennaio.

Silence narra di due preti gesuiti portoghesi che nel 1638 partono alla volta del Giappone per indagare sul presunto abbandono formale della religione da parte del suo mentore Ferreira.
Arrivati a destinazione, saranno testimoni delle persecuzioni ai danni dei Cristiani.



Smetto quando voglio 2 – Masterclass

Di Sydney Sibilia, con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Stefano Fresi, Pietro Sermonti, Libero De Rienzo, Lorenzo Lavia, Marco Bonini, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio.
Uscita: 2 febbraio.

Se nel primo film, per sopravvivere Pietro Zinni e i suoi colleghi avevano lavorato alla creazione di una straordinaria droga legale diventando poi dei criminali, in questo seguito è la legge ad aver bisogno di loro.
Sarà l'ispettore Paola Coletti a chiedere al detenuto Zinni di rimettere su la banda, creando una task force al suo servizio che entri in azione e fermi il dilagare delle smart drugs. Agire nell'ombra per ottenere la fedina penale pulita: questo è il patto.
Il neurobiologo, il chimico, l'economista, l'archeologo, l’antropologo e i latinisti si ritroveranno dall’altra parte della barricata, ma per portare a termine questa nuova missione dovranno rinforzarsi, riportando in Italia nuove reclute tra i tanti "cervelli in fuga" scappati all'estero. La banda criminale più colta di sempre si troverà ad affrontare molteplici imprevisti e nemici sempre più cattivi tra incidenti, inseguimenti, esplosioni, assalti e rocambolesche situazioni come al solito "stupefacenti".


Split

Di M. Night Shyamalan, con James McAvoy, Anya Taylot-Joy, Betty Buckley.
Uscita: 26 gennaio.

Anche se Kevin (James McAvoy) ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre.
Dopo aver rapito tre ragazze adolescenti guidate da Casey (Anya Taylor-Joy), ragazza molto attenta ed ostinata, nasce una guerra per la sopravvivenza, sia nella mente di Kevin – tra tutte le personalità che convivono in lui – che intorno a lui, mentre le barriere delle le sue varie personalità cominciano ad andare in frantumi


 
Suburbicon

Di George Clooney, con Matt Damon, Oscar Isaac, Josh Brolin, Julianne Moore, Glenn Fleshler, Michael Cohen.
Uscita: non definita.

Non si sa ancora molto di questo film, al di là del fatto che dovrebbe essere ambientato negli anni '50 e che rivede, ancora una volta, la collaborazione tra George Clooney ed i fratelli Coen (sceneggiatori del film).


 
The lost city of Z

Di James Gray, con Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland.
Uscita: aprile.

Adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di David Grann che racconta le vicende di Percy Harrison Fawcett, militare, archeologo ed esploratore britannico, vissuto tra il 1867 e morto nel 1925.
Nel 1925 Fawcett si addentrò insieme al figlio nella giungla amazzonica alla ricerca di una leggendaria città, senza fare mai ritorno.


Trainspotting 2

Di Danny Boyle, con Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, En Bremner, Rot Carlyle, Simon Weir.
Uscita: marzo.

Renton, Sick Boy, Begbie e Spud vent'anni dopo, sono alle prese con le loro nuove vite.
Non ci sono più problemi con la droga ma, questa volta, il business è legato alla pornografia...


 
Wonder Woman

Di Patty Jenkins, con Gal Gadot, Chris Pine, Robin Wright, David Thewlis.
Uscite: giugno.

Prima ancora d’essere Wonder Woman, lei era Diana, principessa delle Amazzoni, cresciuta su un’isola paradisiaca al riparo dal mondo esterno e allenatasi per diventare una guerriera invincibile. L’arrivo di un pilota americano, schiantatosi sulle coste e il suo racconto riguardo al violento conflitto che si sta scatenando oltre quei confini, inducono Diana a lasciare la propria casa, convinta di poter fermare la minaccia. Combattendo al fianco degli esseri umani in una guerra che porrà fine a tutte le guerre, lei scoprirà i suoi poteri e… il suo vero destino.



Menzioni speciali per i film già visti in anticipo tra il Festival di Venezia e la Festa di Roma:

Arrival

Di Denis Villeneuve, con Amy Adams, Jeremy Renner.
Uscita: 19 gennaio.

Prima di Blade Runner 2049, arriva al cinema un altro film di Villeneuve, Arrival, un thriller di fantascienza.
Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall’esperta linguista Louise Banks (Amy Adams). Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una guerra globale, Banks e il suo gruppo affronta una corsa contro il tempo in cerca di risposte e, per trovarle, farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.


 
Jackie

Di Pablo Larrain, con Natalie Portman, Peter Sarsgaard.
Uscita: 14 febbraio.

Il film si svolge nei quattro giorni intercorsi tra l'omicidio di JFK e il giorno del suo funerale. La storia si concentra sul conflitto tra la ormai ex First Lady impegnata a dare l'ultimo saluto al marito e il neo presidente Lyndon Johnson il cui unico scopo è quello di affermare la propria leadership facendo il suo ingresso alla Casa Bianca il più presto possibile.
Jackie è solo una donna normale, che soffre per la perdita del marito e che vuole solo il meglio per la sua famiglia e che trova sollievo per la sua anima solo aggrappandosi alla fede religiosa, perché esente dal giudicare.


La battaglia di Hacksaw Ridge

Di Mel Gibson, con Andrew Garfield, Teresa Palmer, Sam Worthington, Vince Vaughn, Hugo Weaving.
Uscita: 9 febbraio.

Hacksaw Ridge è un film epico sulla storia vera del medico dell’esercito americano, Desmond T. Doss (Andrew Garfield).
L’uomo, un obiettore di coscienza, che rifiutava l’uso delle armi, fu insignito della Medaglia d’Onore dal Presidente Harry S.Truman per aver salvato da solo con le proprie forze più di 75 compagni durante la brutale battaglia di Okinawa nel corso della Seconda Guerra Mondiale. 



La la land

Di Damien Chazelle, con Emma Stone, Ryan Gosling, J.K. Simmons
Uscita: 26 gennaio.

La la land racconta un’intensa e burrascosa storia d’amore tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna.
Mia (Emma Stone) è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema, mentre Sebastian (Ryan Gosling) è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar.
Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.
La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali.
Un ritorno del musical sul grande schermo, con gli stili e tanti rimandi ai classici degli anni '50, ma adattando ciò al presente.

 
Manchester by the sea

Di Kenneth Lonergan, con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Matthew Broderick.
Uscita: 16 febbraio.

Dopo l'improvvisa morte del fratello maggiore, Lee Chandler (Casey Affleck), un idraulico di Boston, è vede costretto a tornare nella sua città natale, dove scopre di essere stato nominato tutore del nipote sedicenne.
Da solo, si trova ad affrontare i demoni del suo passato ed a far fronte ad un futuro pieno di incertezze e rischi.

venerdì 30 dicembre 2016

2016: quali sono i film dell'anno?

Un altro anno sta per salutarci, e come ogni anno partono tutte le classifiche possibili ed immaginabili in riferimento ad i film visti quest'anno.
E così ecco qua una bella lista dei film che personalmente ho apprezzato di più durante il 2016, disposti in ordine di preferenza, rigorosamente usciti nelle nostre sale in questo anno solare.



1) The Hateful Eight
 
Mai come in questo film Quentin Tarantino dimostra la sua maturità cinematografica.
The Hateful Eight viaggia per 165 minuti su un equilibrio che apparentemente sembra sempre sul punto di frantumarsi in tanti pezzi, composto da suspense, violenza, maligna ironia, inganni, sangue, colpi di scena sempre inaspettati ed attrazione visiva.
Forse per la prima volta la sceneggiatura di Quentin riesce a tenere testa e anche di più rispetto agli elementi visivi, dando ad entrambi un pari valore evocativo.
Se poi si contano la colonna sonora di Ennio Morricone e le proiezioni su pellicola a 70 mm, allora non si può proprio chiedere di più.

 

2) Sing Street

La musica fa parte della vita di tutti, dall'alba dei tempi; accompagna ogni singolo momento e ci sarà sempre quel brano che sembrerà esser stato scritto e composto per noi. Essa, forma e accompagna l'esistenza di tutti. E in fondo questo è quello che avviene a Cosmo, anche se in forma attiva perché sarà proprio lui a ideare e comporre una band per cercare di conquistare una ragazza.
La musica diventa il balsamo ed il collante di condivisione di esperienze (vedi i membri della band, tutti, come Cosmo, isolati ed emarginati non per la loro negatività ma, anzi, per le loro qualità più o meno nascoste), di amicizie profonde, di un amore adolescenziale (che a ragione non vuol significare meno valido di un amore adulto) e di recupero di rapporti umani, soprattutto familiari.

In Sing Street, Cosmo diventa l'alter ego del regista John Carney (Once, Tutto può cambiare) che ai suoi tempo ha condiviso gli stessi sentimenti e vicissitudini del protagonista. Bisogna dare onore al merito dello stesso regista che ha curato, insieme a Gary Clark, tutte le canzoni del film, tutte rigorosamente originali.


 


3) One More Time With Feeling

Nick Cave e l'elaborazione del lutto. Questo film, di Andrew Dominik, naviga nelle tempestose acque del trauma di perdere il proprio figlio quindicenne. Come può andare avanti la vita dopo un evento simile? Come si può continuare a realizzare un album, già in lavorazione prima del lutto?
In un bianco e nero che sembra evocare l'equilibrio di luce ed ombre, di negatività e di qualche speranza in fondo al tunnel, con tratti eleganti ed essenziali, per non essere di impiccio al fulcro del film, Dominik riprende l'amico che si apre al pubblico per elaborare la sua sofferenza.
 

 

4) Sully

Come e perché si può e si deve tentare di tutto, appellandosi alle tecnologie di ultimo grido, per poter mettere un uomo, Chesley "Sully" Sullenberger, che ha svolto al meglio il suo lavoro, spalle al muro pur sapendo nel profondo che le alternative considerate valide avrebbero causato morte certa?
E come potrà mai sentirsi quest'uomo, di cui dei suoi 40 anni di carriera ne verranno valutati solo gli ultimi istanti, che viene scisso dai più come un eroe o come una specie di giocoliere?

Clint Eastwood vuole che lo spettatore venga posto davanti allo scavo di questa vicenda processuale, dove i dettagli sono le parti più importanti per dipanare i dubbi, i sospetti, i pregiudizi, le ostinazioni; essi vengono dosati e somministrati ogni qualvolta vengano riproposti i 208 secondi che hanno fatto scaturire tutto quanto.

 

 


5) Lo Chiamavano Jeeg Robot

Il debutto al lungometraggio di Gabriele Mainetti pone le sue basi tra fumetti ed anime.
E cosi, un piccolo criminale come Enzo Ceccotti, una volta che si immerge nelle acque del Tevere e finisce a contatto con una sostanza radioattiva, finisce per assumere una forza ercolina, che usa principalmente ed inizialmente per i suoi interessi criminali.
L'anti-eroe, che ha anche un nemico di tutto rispetto, anch'egli dell'ambiente criminale romano, viene rivisto come novello Jeeg Robot dalla giovane vicina, che non fa altro che rivedere tutte le puntate di Jeeg Robot d'acciaio.
Finalmente, sul fronte italiano, un film che rischia dal punto di vista del genere, che rielabora anime e fumetti senza essere delle mere citazioni da o per nerd. Un film originale, moderno, intraprendente e coinvolgente.


 

6) The end of the tour

Il film di James Ponsoldt (The Spectacular Now), racconta i cinque giorni di convivenza, nel 1996, tra il giornalista del magazine Rolling Stone, David Lipski ed uno dei maggiori scrittori contemporanei, David Foster Wallace, durante la fine del tour promozionale del romanzo più fortunato di Wallace: Infinite Jest.
The End of the Tour è road movie malinconico che, basandosi sul libro di Lipsky Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta (2010), pubblicato due anni dopo il suicidio di Wallace, non prende in esame tanto la persona in sé (tralasciando la forma del biopic), ma cerca di mettere in scena le riflessioni di due scrittori di diverso genere, scambi di idee, scontri e confronti, d due esistenze vissute nella loro relativa solitudine.


 

7) Carol

Nella New York degli anni '50, Todd Haynes sviluppa una storia d'amore saffico, tra due donne di diverso carattere e diversa estrazione sociale. I sentimenti che entrambe provano, saranno la chiave di volta per poter conoscere realmente se stesse, i propri pensieri ed i propri desideri.
Haynes si affida più all'immagine che al testo per raccontare: le sue inquadrature sono evocative, come se ogni parola potesse essere fuori luogo o rompere la magia del momento.
Le emozioni sono sottese, si colgono tra gli sguardi e le eleganti movenze delle due protagoniste.


 

8) Zootropolis

Il 55° classico Disney con degli animali antropomorfi, ma di tutt'altra parrocchia rispetto a Robin Hood e Chicken Little.
La coniglietta Judy ed la volpe Nick sono i protagonisti di questo film di animazione che tratta temi umani: realizzare i propri desideri. Ma si fa presto a rendersi conto che non tutto è come pensiamo o come vorremmo che sia. Gli ostacoli lungo la via che si percorre per raggiungere un obiettivo è irta e piena di ostacoli da superare; ma magari, tutto può diventare più facile grazie anche ad un'amicizia impensabile che possa ampliare gli orizzonti di comprensione.
In Zootropolis, diretto da Byron Howard (Bolt, Rapunzel) e Rich Moore (Ralph Spaccatutto), sebbene vi siano diversi personaggi che potenzialmente potrebbero gareggiare con i protagonisti, rimangono entro i limiti fissati, senza sconfinare e senza prendere la scena, che non è loro.
Meno favola e più concretezza di ostacoli da superare ed obiettivi da raggiungere.

 
 

9) Revenant - Redivivo

L'ultimo film di Alejandro Gonzales Inarritu, sebbene colpisca più per le immagini che per il contenuto in sé (come avviene per la maggior parte nei suoi film) e possa scivolare nella poca empatia con il personaggio, sprigiona forza dal punto di vista tecnico, solenne e fotografico.
Il regista messicano ci vuole sfiancati e messo allo stremo delle forze come Hugh Glass, a seguire il suo cammino senza che sia dato un attimo di fiato per riprendersi.
Lo spazio sconfinato canadese dà ampio respiro alle inquadrature, quasi come se contenessero dell'aura mistica e predisposizione alla solennità.
Inarritu rappresenta la natura come una Madre, su palmo di mano, quasi mitizzata e allo stesso tempo contenitore delle più atroci barbarie.
 
 
 

10) Room

Adattamento del romando Stanza, letto, armadio, specchio (Room) di Emma Donoghue, del 2010, il film racconta con tatto e con aspetti curati uno dei fatti più gravi che una ragazza/donna possa subire: il sequestro di persona e la violenza carnale e psicologica.
Il legame tra vittima e carceriere è legata a doppio filo, e con un bambino di mezzo che non ha mai visto nulla al di fuori del proprio carcere, la situazione si sviluppa con tre elementi, di volta in volta uno superiore all'altro.
I punti di vista sono due, ma è quello del bimbo a manovrare quello della madre, rispetto al presente ed al futuro.
Lenny Abrahamson (Frank) analizza i danni post-traumatici del dramma del bambino Jack, che una volta uscito dal bunker può solo andare verso la scoperta di un mondo che non ha mai visto ma solo immaginato, e della madre che non riesce a slegare la simbiosi avuta per anni con suo figlio.

giovedì 22 dicembre 2016

Florence Foster Jenkins - Quella cosa chiamata passione

 
Nella seconda metà della carriera, Stephen Frears si è ampiamente dedicato ai biopic: The Queen, Muhammad Ali's Greatest Fight, Philomena The Program e l'ultimo, Florence Foster Jenkins.

Florence Foster Jenkins si basa sulla storia vera di questa signora americana delle alte sfere sociali; una storia che ha ispirato il film Marguerite, di Xavier Giannoli, del 2015.

Accantonato il sogno di gioventù di suonare il pianoforte, per colpa della sifilide contratta dal primo marito che ha messo a dura prova le sue articolazioni, Florence (Meryl Streep) coltiva il desiderio, sempre più crescente, di diventare una grande cantante lirica; checchè se ne dica, la sua passione smuoverà le montagne fatte di sfregi e risatine dei maligni.
Membro dell'alta società di New York, Florence si è sempre dimostrata amica, buona e generosa verso tutti, sfruttando il suo (buon) canto per concerti privati e non, e fondando il The Verdi Club nei primi anni '20.
 
La vera Florence Foster Jenkins.

Ambientato nel 1944, anno della morte della protagonista, il film indaga sulla mancanza di talento vocale e sulla passione personale che sovrasta gli aspetti negativi.
Quanto può una passione verso qualcosa non farci accorgere di non essere magari capaci di coltivarla con talento e professionalità? Ma non si dovrebbe di essere liberi e coltivare qualsivoglia passione, senza tener conto del rendimento?
Nonostante ogni sua esibizione canora sembra precludere al disastro, tutte saranno sempre contraddistinte da applausi e gran sorrisi (più o meno finti), rafforzando la convinzione di Florence di essere una gran cantante d'opera; questa convinzione viene mantenuta ad alti livelli grazie al marito St.Clair (Hugh Grant), molto più giovane di lei.
Attore di terz'ordine, vive diviso da due forme di amore: quello spensierato con una giovane ragazza (Rebecca Ferguson) e quello platonico, sincero e protettivo per Florence.
St. Clair cerca, e lo farà fino alla fine dei giorni della moglie, di farla vivere nella convinzione di essere una cantante di successo per il suo innato talento, arrivando a pagare gli spettatori, a raccogliere tutti i giornali del circondato, selezionando per lei solo quelli con critiche positive, fino a corrompere la critica.
 
 
Se Meryl Streep è forse l'attrice che più calza in questo ruolo, fresca studentessa di lezioni di (non) canto per imparare volutamente a steccare con classe, forse chi ne esce più vittorioso a livello recitativo è Hugh Grant, che non si vedeva da anni in una forma così smagliante e in grande forma.
Una nota di merito, infine, va sicuramente data a Simon Helberg (sì, proprio l'Howard di The Big Bang Theory) che interpreta Cosmé McMoon, il giovane pianista che dapprima scettico e riluttante, salvo poi diventare un amico devoto di Florence, la supporterà e la accompagnerà fino alla morte con il suo pianoforte.
Florence Foster Jenkins è un film che vuole essere sì una commedia, ma vuole anche porre delle riflessioni in merito all'amare quello che si fa, senza (forse) sapere di non essere eccellente; in fondo, quanti di noi vorrebbero sentirsi dire di essere eccelsi nell'ambito in cui ci si impegna con devozione e passione?

giovedì 15 dicembre 2016

Rogue One: a Star Wars Story – Recensione no spoiler

Di Emanuele Paglialonga

 
Se nel 2015 ci aveva pensato J. J. Abrams a riportare tutti nella galassia lontana lontana, quest’anno è toccato a Gareth Edwards il non facile compito di ricreare quelle atmosfere, in un film che non è il continuo de Il Risveglio della Forza (Episodio VII).
Rogue One, infatti, è un prequel, ma è anche il primo spin-off della saga.
E sono diverse, in realtà, le prime volte: è il primo film di Star Wars senza i titoli a scorrimento iniziali, senza le musiche di John Williams (alla colonna sonora c’è Michael Giacchino), il primo che non segue da vicino le peripezie della famiglia Skywalker (non sappiamo ancora chi è Rey, ma Kylo Ren è comunque uno Skywalker alla lontana). 
 

La “dinastia” con cui bisogna familiarizzare è infatti quella degli Erso: Galen, il padre, interpretato da Mads Mikkelsen, e la figlia, Jyn, Felicity Jones.
Galen è uno scienziato molto ricercato sia dall’Impero che dalla Ribellione; c’è la sua mano, infatti, nella realizzazione della celebre Morte Nera, arma di sterminio di massa che verrà distrutta in Una nuova Speranza (Episodio IV).
L’Impero lo ha rapito e tenuto con sé, ma Galen è riuscito a mettere in salvo sua figlia, con la quale un giorno forse riuscirà a mettersi in contatto, per fare qualcosa in favore di causa della Ribellione.
I protagonisti di Rogue One sono tutti membri della Ribellione, o comunque sia in quota anti-Impero, che hanno compiuto, compiono e compieranno dei sacrifici per una causa ben più grande: ristabilire ordine, ma soprattutto libertà e pace, all’interno di una galassia tormentata da un nemico troppo oscuro e grande. 


Una parola che ritorna spesso all’interno del film è “Speranza”. La stessa speranza che darà il titolo al primo film (in ordine di produzione, il quarto secondo il canone), una speranza nuova, con un nome, un cognome e una bionda capigliatura: quel Luke Skywalker visto solo di sfuggita nell’emozionale scena conclusiva de Il Risveglio della Forza. 

Come si colloca Rogue One all’interno della saga?
Senza dubbio fa meno danni de La minaccia fantasma (Episodio I); Edwards è riuscito a richiamare i toni e le atmosfere di Episodio VII, forse in maniera ancora più dark. Ci sono dei ritorni, più o meno inaspettati, a partire da Darth Vader fino ad un cameo gradito che non poteva non esserci, e un altro, molto più inaspettato, nel finale, che farà saltare dalle poltrone e gridare tutti i fan della saga. Anche solo lo scambio di battute conclusivo vale tutto il prezzo del biglietto. 


Sono questi i momenti in cui il film si eleva, ovvero quando prepara la strada a Episodio IV; in questo senso, l’ultima mezz’ora è fondamentale, e bisogna riconoscere il merito delle armi agli sceneggiatori (Chris Weitz e Tony Gilroy) per il sapiente lavoro di “aggancio”. L’ottica attraverso cui considerare Rogue One un buon film è la riflessione sul sacrificio di un gruppo di ribelli che ha permesso a Skywalker e compagni in Una nuova speranza di compiere quell’atto eroico. 

Senza i protagonisti di questo spin-off, l’Impero sarebbe durato ancora a lungo. Così, il film acquista un senso.
Tuttavia, è davvero un peccato e va segnalato il fatto che, ad eccezione di Felicity Jones e di Donnie Yen, il resto del cast sia molto poco carismatico, Diego Luna in primis che tutto trasmette tranne coinvolgimento. 
Al di là di ciò, il film si colloca cronologicamente bene. Va riconosciuto il buon lavoro svolto e ricordato che sarebbe potuto essere molto peggio di com’è.
L’appuntamento, adesso, è a dicembre 2017 per Episodio VIII, che forse potrebbe intitolarsi Forces of Destiny.